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Panavision Sound System
Suono

Panavision Sound System

Murnau AI illustration
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Sistema audio multicanale ottico per film 70mm — sei tracce discrete codificate su pellicola. Standard per cinema di grande formato.

Sei tracce audio discrete direttamente sulla pellicola: questo era il sistema audio Panavision per i film da 70mm. Non un semplice accessorio, ma il riferimento per il cinema di grande formato. Le tracce venivano codificate otticamente, sempre nella stessa posizione del film, in modo che proiettore e riproduzione audio fossero meccanicamente accoppiati. Ciò significava: zero problemi di desincronizzazione, zero problemi di sincronizzazione esterna. Il proiettore trascinava la pellicola e l'audio la seguiva automaticamente: un sistema che divenne lo standard, soprattutto negli anni '70 e '80, per titoli blockbuster come Apocalypse Now o 2001: Odissea nello spazio (versione 70mm postuma).

Sul set o successivamente nel mix, il sistema era una cosa completamente diversa rispetto allo stereo standard. Il tecnico del suono aveva a disposizione sei canali: Sinistro (L), Centrale (C), Destro (R), Surround Sinistro (LS), Surround Destro (RS) e un canale Sub-Bass (precursore LFE). Ciò consentiva paesaggi sonori spaziali che erano irraggiungibili nei cinema normali. Il materiale orchestrale poteva essere distribuito in modo mirato sui tre canali frontali, mentre l'ambiente o le esplosioni potevano avere un effetto diffuso nei surround. Il basso era utilizzabile separatamente — non forzato come più tardi nel Digital Cinema, ma utilizzabile in modo mirato. Durante il missaggio, erano necessari altoparlanti di riferimento specializzati per 70mm e conoscenze sulle caratteristiche acustiche di queste grandi sale cinematografiche. Molti tecnici del suono si erano abituati al fatto che le distanze tra le posizioni degli altoparlanti fossero maggiori rispetto al cinema standard.

L'ostacolo tecnico era considerevole: l'esposizione ottica della traccia audio richiedeva precisione e manutenzione. Le copie del film con graffi sulla traccia audio non erano rare, soprattutto dopo diversi cicli di proiezione. Il sistema Panavision era robusto, ma non esente da manutenzione. Molti cinema in grado di proiettare in 70mm impiegavano tecnici specializzati. Con l'avvento della distribuzione digitale — DCP, Dolby Atmos — la necessità scomparve rapidamente. Oggi, il suono Panavision è storico: i restauri d'archivio devono digitalizzare queste tracce e convertirle in formati moderni. Per le produzioni attuali, il sistema è obsoleto. Ma chiunque sia mai stato seduto in un grande IMAX o in un vero cinema da 70mm con questa configurazione acustica, si rende conto: non era solo uno standard, ma una disciplina a sé stante dell'ascolto spaziale.

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