Sistema audio a cinque canali degli anni '40 — stereo sinistro/destro, canale centrale e due surround. Predecessore tecnico superato del suono 5.1 moderno.
I cinque canali erano distribuiti secondo uno schema che ancora oggi si riflette nei moderni formati cinematografici: due canali principali a sinistra e a destra per il panorama stereo, un canale centrale per i dialoghi e le aree medie, e due canali surround per effetti spaziali e ambientali. Il sistema nacque negli anni '40 come risposta alla crescente domanda di musica cinematografica più spaziosa e paesaggi sonori più realistici: le registrazioni orchestrali e operistiche dovevano preservare la loro estensione spaziale, senza collassare in due tracce stereo.
In pratica, sul set o nel mixaggio musicale, ciò significava che il compositore e il tecnico del suono lavoravano con cinque tracce discrete, che venivano mixate durante o subito dopo la registrazione. A differenza dei sistemi successivi (come il 5.1 o il Dolby Atmos), non esistevano canali separati per gli effetti a bassa frequenza (Low-Frequency Effects) — l'energia dei bassi seguiva la distribuzione artistica sui cinque canali principali. Questo rendeva il sistema elegante, ma anche vulnerabile: un canale centrale senza gestione dedicata del subwoofer poteva portare a sovramodulazione o a una percezione dei bassi sbilanciata.
Nell'uso cinematografico, tali sistemi erano limitati ad allestimenti di alta gamma — grandi studi e installazioni di alta qualità nei cinema. La realizzazione tecnica richiedeva cinque tracce sonore sincronizzate (su pellicola o successivamente su nastro magnetico), e la riproduzione richiedeva cinque altoparlanti e amplificatori corrispondenti. Questo rendeva la quintafonia costosa e inflessibile. Con l'avvento dei formati surround digitali negli anni '80 e '90 — in particolare lo standard Dolby Digital 5.1 — la quintafonia è scomparsa quasi completamente dal cinema commerciale.
Oggi il sistema è tecnicamente obsoleto, ma storicamente rilevante: documenta il primo tentativo sistematico di stabilire il suono surround come strumento artistico, non solo come necessità acustica. Chiunque si occupi della filosofia del missaggio spaziale — un tema che sta riguadagnando importanza sotto termini come Surround Mixing o Immersive Audio — dovrebbe capire che la quintafonia ha posto le basi concettuali per esso: dove risiede l'informazione emotiva nello spazio? Come si dirige l'attenzione attraverso il posizionamento spaziale?