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Formato widescreen europeo
Macchina da presa · Tecnica

Formato widescreen europeo

European Widescreen / 1.66:1
Murnau AI illustration
1331 1371 1781 1851 cinemascope anamorphic

Standard europeo di cinema panoramico 1.66:1, dagli anni 60 come standard europeo. Punto medio tra il classico Academy e l'estremo Cinemascope. Spesso indicato come formato 5:3.

Nella storia del cinema

Esempi celebri · Formato widescreen europeo

Esempi selezionati nella storia del cinema che illustrano il termine — dal principio compositivo al rifiuto deliberato.
01 / IL WIDESCREEN EUROPEO COME SPAZIO ONIRICO

Federico Fellini · 1963 · Gianni Di Venanzo

Il capolavoro di Fellini, girato in formato 1.66:1, dimostra come il widescreen europeo offra spazio sufficiente per sequenze oniriche surreali senza perdere l'intimità dello spazio visivo.

8½ · sample frame
02 / AMPIEZZA SILENZIOSA NELLO STANDARD EUROPEO

Der Himmel über Berlin

Wim Wenders · 1987 · Henri Alekan

Wenders e Alekan hanno utilizzato il formato 1.66:1 per catturare la Berlino divisa in un rapporto d'aspetto che non risulta né troppo stretto né troppo panoramico, un tipico compromesso europeo.

Der Himmel über Berlin · sample frame
03 / KAMMERSPIEL IN FORMATO WIDESCREEN

La Pianiste

Michael Haneke · 2001 · Christian Berger

Haneke e Berger hanno utilizzato il formato 1.66:1 per combinare la claustrofobica ristrettezza del kammerspiel con la tensione orizzontale del widescreen, un paradosso reso possibile dal formato europeo. Questo approccio visivo contribuisce a creare l'atmosfera tesa e introspettiva de "La Pianiste".

La Pianiste · sample frame
04 / CINEMA EUROPEO MODERNO IN FORMATO CLASSICO

Toni Erdmann

Maren Ade · 2016 · Patrick Orth

L'opera premiata di Maren Ade è stata girata in formato 1.66:1, dimostrando che questo standard europeo rimane vivo nel cinema d'autore contemporaneo e crea spazio per relazioni sfumate tra i personaggi, come si vede in Toni Erdmann.

Toni Erdmann · sample frame

Fotogrammi ottenuti tramite l'API TMDB. Questo prodotto utilizza l'API TMDB ma non è approvato né certificato da TMDB. themoviedb.org ›

Storia

Il formato 1.66:1 si è affermato come standard europeo a partire dalla fine degli anni '50 / inizio anni '60. Fu una reazione alla rivoluzione del widescreen (Cinemascope dal 1953), ma con una moderazione europea.

Contesto di sviluppo:

  • 1953: Viene introdotto negli USA il Cinemascope (2.35:1)
  • 1958-1960: L'Europa sviluppa standard widescreen autonomi
  • 1960: Il 1.66:1 viene adottato come standard europeo
  • 1963: Standard DIN per il 1.66:1 in Germania e in Europa
  • 1960-1990: Standard principale per le sale cinematografiche europee
  • 1988: Graduale spostamento verso l'1.85:1 (americano) e successivamente il 2.35:1

Perché l'1.66:1 in Europa?

  • Meno estremo del Cinemascope americano
  • Ha mantenuto la composizione verticale dell'immagine
  • Più economico della complessa tecnica anamorfica
  • Facile realizzazione ottica su pellicola 35mm
  • Si adattava alle concezioni estetiche europee

Dettagli tecnici

Specifiche del formato immagine:

  • Rapporto d'aspetto: 1.66:1 (esatto: 5:3)
  • Nome alternativo: Widescreen 5:3
  • Standard pellicola: 35mm (sferico, non anamorfico)
  • Area immagine: ~21 × 12.7mm su 35mm
  • Proiezione: Ritaglio ottico dell'immagine 1.33:1
  • Risoluzione standard (digitale): ~1920 × 1152 pixel (corrisponde agli standard DCI)

Realizzazione:

  • Lenti sferiche (non anamorfiche)
  • Ritaglio del bordo superiore e inferiore dell'immagine
  • Perforazione: Standard 4-Perf 35mm

Standard proiettore:

  • Apertura 1.66:1 nel proiettore
  • Formato schermo: Larghezza rispetto all'altezza = 1.66:1
  • Dimensioni tipiche dello schermo: 7.5m × 4.5m, 12m × 7.2m

Utilizzo oggi

Il formato 1.66:1 è stato ampiamente sostituito dall'1.85:1 e dal 2.35:1 nel cinema moderno, ma viene ancora utilizzato:

Utilizzo regionale:

  • India: Ancora standard widescreen
  • Europa dell'Est: Uso occasionale nei cinema d'essai
  • Festival: Riprese occasionali di film classici

Produzioni attuali:

  • Praticamente nessun nuovo film mainstream
  • Occasionalmente nel cinema indipendente europeo
  • Rivisiting consapevolmente nostalgico come scelta artistica

Perché la sostituzione:

  • L'1.85:1 offriva maggiore larghezza, ma beneficiava le sale
  • La digitalizzazione ha permesso formati flessibili
  • La globalizzazione ha standardizzato sull'1.85:1 e 2.35:1 americani
  • Percepito come un "compromesso obsoleto"

Confronto: Europeo vs. Americano vs. Asiatico

StandardRapportoRegioneEpoca cinematograficaCaratteristica
1.33:1AcademyUSA/Globale1932-1980Classico, quadrato
1.66:1EuropeoEuropa1960-1995Equilibrato, artistico
1.85:1AmericanoUSA/Globale1970-oggiStandard moderno
2.35:1CinemascopeEpico/Globale1953-oggiWidescreen estremo
2.20:1PanavisionAlternativo1970-oggiWidescreen premium

Differenze tecniche:

Aspetto1.66:11.85:12.35:1
Altezza rispetto alla larghezza60%54%43%
Utilizzo pellicola35mm completo35mm completoAnamorfico/VistaVision
ProiezioneSfericoSfericoDecompressione anamorfica
Efficienza luminosaMaggioreMediaMinore (anamorfico)
Direzione del trendIn diminuzioneIn diminuzioneIn aumento

Esempi storici

Film famosi in 1.66:1:

  • "8½" (Federico Fellini, 1963)
  • "Il Vangelo secondo San Matteo" (1964)
  • "Il Padrino" (Francis Ford Coppola, 1972) - originariamente 1.66:1 in Europa
  • "Il nome della rosa" (Jean-Jacques Annaud, 1986)
  • Molti classici europei degli anni '60-'80

(Nota: Molti di questi film sono stati successivamente ripubblicati in diversi rapporti d'aspetto)

Perché il formato ha senso

Per i cineasti:

  • Via di mezzo naturale tra intimità e ampiezza
  • Estetica europea: meno "spettacolo", più "verità"
  • Migliore composizione per drammi psicologici
  • Uso efficiente della pellicola

Per gli spettatori:

  • Meno distorsione radicale della larghezza rispetto al Cinemascope
  • Più immersivo dello standard Academy
  • Naturale per storie incentrate sull'uomo
  • Spazio verticale per ambientazioni e contesto

Equivalenti digitali

Per le produzioni digitali moderne che desiderano simulare l'1.66:1:

  • Ritagliare il 16:9 (1.78:1) a 1.66:1
  • DCI 2K: 2048 × 1232 pixel (esatto 1.66:1)
  • DCI 4K: 4096 × 2464 pixel (esatto 1.66:1)

Ulteriori informazioni

Standard e documentazione:

  • DIN 15614: Standard cinematografico tedesco
  • ISO 326: International Standards Organization
  • SMPTE RP 228: Standard Academy

Voci correlate:

  • Academy Ratio (1.33:1)
  • Academy Sound Ratio (1.37:1)
  • Standard Americano (1.85:1)
  • Cinemascope (2.35:1)
Dai reparti

Prospettive

Direttore della fotografia

Il formato 1.66:1 offre più spazio laterale rispetto agli standard dell'Academy, ma rimane più contenuto rispetto al Cinemascope. È ideale per un light design sottile e realistico.

Regista

1.66:1 è una filosofia europea: preserva l'intimità, mentre permette più ampiezza per la narrazione visiva. Popolare nel cinema d'autore e nei drammi psicologici.

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