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Stereo
Suono · Termini

Stereo

Murnau AI illustration
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Sistema audio a due canali con segnali sinistro/destro che crea percezione spaziale mediante separazione dei diffusori di 60°. Base di tutti i formati multicanale da 5.1 a Dolby Atmos.

Dettagli Tecnici

Lo stereo standard opera con una distanza tra i canali di 60° e una distanza di ascolto che corrisponde a un triangolo equilatero tra la posizione di ascolto e gli altoparlanti. La riproduzione della frequenza avviene linearmente da 20 Hz a 20 kHz per canale a 16 bit/44,1 kHz (standard CD) o 24 bit/48 kHz (standard cinematografico). I segnali stereo vengono registrati come Left/Right (L/R), Mid/Side (M/S) o configurazione X/Y. Nella tecnica M/S, un segnale centrale viene combinato con un segnale laterale, il che consente di regolare successivamente la larghezza stereo.

Storia & Sviluppo

Alan Blumlein sviluppò le basi della stereofonia nel 1931 presso la EMI e brevettò il sistema "binaural sound". Walt Disney utilizzò per la prima volta l'audio multicanale nel cinema nel 1940 con "Fantasia" (sistema Fantasound). Il successo commerciale arrivò nel 1958 con i dischi stereo. Nel cinema, lo stereo si affermò negli anni '70 grazie a Dolby Stereo, che decodificava quattro canali (L, C, R, S) da una traccia ottica. Oggi, lo stereo costituisce la base di tutti i sistemi multicanale da 5.1 a Dolby Atmos.

Uso Pratico nel Cinema

Le registrazioni stereo vengono effettuate tramite coppie di microfoni stereo come lo Schoeps CMIT 5 con CCM 41 in configurazione M/S o due Neumann U87 in disposizione AB con una distanza di 2-3 metri. Le scene di dialogo vengono solitamente registrate in mono e posizionate in stereo in post-produzione, mentre le atmosfere e la musica utilizzano registrazioni stereo native. "Apocalypse Now" (1979) è stato uno dei primi film a utilizzare in modo coerente il sound design stereo per la narrazione spaziale. La base stereo viene variata tra 0-100% per controllare l'impatto emotivo.

Confronto & Alternative

Lo stereo si differenzia dal mono per la spazialità, dai formati surround per la limitazione a due canali. L'audio binaurale, invece, simula la percezione uditiva naturale tramite cuffie attraverso calcoli HRTF. Mentre lo stereo è ottimizzato per la riproduzione musicale, i surround 5.1 o 7.1 offrono una localizzazione più precisa per le applicazioni cinematografiche. Sulle piattaforme di streaming, lo stereo viene utilizzato come formato di fallback quando mancano i decoder surround. L'audio basato su oggetti come Dolby Atmos espande lo stereo con informazioni di altezza, ma mantiene la struttura di base L/R.

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