Codifica stereo ottica per copie di film — due tracce nella stessa area ottica. Ha rivoluzionato il cinema 70s–80s, sostituito da Dolby Digital.
Alla fine degli anni '70, il Dolby Stereo arrivò sul mercato e cambiò il significato del suono cinematografico. Invece di una singola traccia audio ottica — la norma mono da decenni — fu improvvisamente possibile incidere un vero campo stereo direttamente sulla copia del film. Due tracce nella stessa area ottica, una vicina all'altra: Sinistra e Destra. Sembra semplice, ma fu una rivoluzione. Le sale cinematografiche ottennero finalmente profondità spaziale, si poteva seguire il movimento nell'immagine con il suono.
In pratica, funzionava così: il film veniva mixato su due canali — o in seguito si utilizzava l'upmix dal master. Questi due canali venivano esposti in una codifica speciale sulla striscia ottica della copia. Il proiettore li leggeva entrambi, li amplificava, e dagli altoparlanti sinistro e destro arrivava vera stereofonia. All'epoca fu spettacolare. Film come Guerre Stellari (1977) mostrarono il potenziale: effetti di spade laser che sibilavano da sinistra a destra, astronavi che attraversavano la sala. Improvvisamente il suono non era più un accompagnamento, ma parte della mise-en-scène spaziale.
Il vantaggio tecnico rispetto al mono puro era evidente — ma c'erano anche dei limiti. Due canali sono ancora bidimensionali. Per gli effetti surround erano necessarie tracce separate (il Dolby Stereo lavorava spesso con un canale surround discreto in parallelo). Inoltre: la qualità ottica era ancora suscettibile all'usura e alle perdite di copia. Ogni copia di generazione suonava più debole. Bisognava rendere il mix più aggressivo per compensare.
Negli anni '90 arrivò il Dolby Digital e soppiantò rapidamente il Dolby Stereo. Il digitale era più pulito, più preciso, permetteva cinque o più canali discreti. Oggi si vedono copie Dolby Stereo solo negli archivi — ma chi le ha ascoltate percepisce ancora la differenza dal mono piatto. Per il set e il montaggio, il concetto è comunque rilevante: chi pianifica mix stereo, pensa ancora in termini Dolby. Sinistra-Centro-Destra, eventualmente con surround — deriva da lì. Fu la grammatica che definì l'architettura moderna del suono cinematografico.