Rapporto larghezza/altezza schermo — 1,85:1 o 2,39:1 standard. Formato determina cosa rivela la composizione.
Il formato dell'immagine determina quale porzione del mondo mostri allo spettatore — e questa è una decisione creativa che deve essere presa molto prima delle riprese. Mentre la fotografia pensa spesso in modo quadrato o verticale, il cinema lavora sempre in orizzontale. Lo standard nel cinema commerciale si situa tra 1,85:1 (il formato standard americano) e 2,39:1 (il cosiddetto formato Scope o anamorfico). Tra questi esiste ancora 1,78:1, ovvero 16:9, il formato televisivo — ma anche le piattaforme di streaming lo utilizzano ormai. La scelta determina radicalmente la tua composizione: nel formato ampio 2,39:1 hai enormemente spazio laterale, prezioso per paesaggi, scene di inseguimento o scene spazialmente complesse. Nell'1,85:1 più stretto, lavori più vicino al soggetto, la composizione diventa più intima.
Sul set, il formato gioca il suo primo ruolo pratico: la telecamera deve essere calibrata per esso e in pre-produzione (storyboard, pre-visualizzazione) calcoli già dove posizionare luci, scenografie e attori. Molti direttori della fotografia girano consapevolmente con overscan — filmi un po' più ampio del formato finale — in modo da avere margine di manovra nel montaggio. Questo ti dà flessibilità se la composizione deve essere riadattata in sala di montaggio. Alcuni film cambiano persino consapevolmente il formato: scene iniziali in 1,85:1, flashback o sequenze oniriche successive in 4:3 — questo crea immediatamente una differenza psicologica nello spettatore.
Il cosiddetto effetto Pillar Box (barre nere sopra e sotto) si verifica quando un formato ampio viene riprodotto su uno schermo televisivo. Questo è un tema per la fase di mastering: devi sapere se il tuo film verrà poi masterizzato anche per home video o streaming, e se il cropping o il Pillar Box sono accettabili. Alcuni direttori della fotografia filmano già tenendo a mente il formato raddoppiato — in modo che in seguito entrambe le versioni possano esistere senza una grande perdita di qualità. Una soluzione brutale, ma pratica.
Il formato non è astratto — è materiale. Determina come i volti appaiono accanto ai paesaggi, quanto strettamente impacchetti una relazione o quanto persa appaia una figura nel suo ambiente. La scelta la prendi presto con il regista. E nel mirino della telecamera vedi quotidianamente se stai leggendo correttamente.