Processo elettromeccanico di registrazione e riproduzione di onde sonore su supporto — fondamento di tutti i sistemi sonori analogici.
Tutto ciò che oggi sentiamo al cinema funziona secondo un principio che Edison perfezionò nel 1877: le onde sonore vengono impresse meccanicamente o elettromagneticamente su un supporto e successivamente recuperate. Questa è la fonografia — e chi lavora sul set o nel montaggio dovrebbe capire che ogni sistema audio che utilizziamo si basa su questo concetto fondamentale, che si tratti di nastro magnetico analogico, colonna sonora ottica o PCM digitale.
Nel cinema delle origini, la fonografia era un problema fisico. Il suono doveva essere impresso direttamente sulla pellicola — come nella colonna sonora ottica (vedi Optical Sound) — o riprodotto in parallelo su supporti separati. Fino agli anni '50, lavoravamo con dischi in vinile e successivamente con nastro magnetico: i microfoni catturavano il suono, lo convertivano in segnali elettrici, e questi segnali venivano impressi da elettromagneti su superfici magnetizzabili. Durante la riproduzione, il processo avveniva al contrario. La qualità dipendeva dalla stabilità del supporto e da quanto bene funzionava la sincronizzazione tra immagine e suono — un mal di testa permanente per ogni tecnico del suono fino all'era digitale.
Ciò che rende interessante il termine fonografia: è il concetto alla base di tutti i sistemi audio analogici. Che si tratti di suono magnetico (registratori Nagra, che ancora oggi si trovano negli archivi), che si tratti di sistemi Dolby o della classica colonna sonora ottica — tutti operano secondo il principio che le onde sonore vengono trasferite in una forma fisica. Il digitale non ha sostituito il principio, lo ha solo astratto: l'audio PCM è anch'esso una registrazione di onde sonore, solo sotto forma di catene di numeri invece che di schemi di magnetizzazione.
Sul set, questo significa concretamente: quando parli con un sound designer o un fonico, è utile sapere che ogni metodo di registrazione o riproduzione è un'attuazione fonografica. Questo spiega perché le vecchie console di missaggio e le nuove DAW risolvono in linea di principio gli stessi problemi — livello, risposta in frequenza, distorsione — solo con strumenti diversi. E spiega anche perché la digitalizzazione degli archivi analogici è così complessa: non è cambiato il principio, solo la forma di memorizzazione.