Sincronizzazione labiale perfetta senza movimento del personaggio — attore parla frame-esatto. Sembra innaturale, usato intenzionalmente per effetto o scene di danza.
Quando l'attore centra ogni suono frame per frame e non fa nient'altro, quello è Dead Sync. L'audio è perfetto, ma la performance sembra robotica. Nessun tempismo naturale, nessun ritardo tra pensiero e parola, nessun movimento microscopico che costituisce la vera comunicazione. Sul set o nello studio di ADR, questo accade spesso involontariamente quando si lavora in modo troppo rigido sulle marcature; tuttavia, il Dead Sync viene utilizzato intenzionalmente per effetti, personaggi digitali o quelle scene di danza in cui la precisione prevale sull'autenticità.
La pratica sul set: Molti attori cadono nel Dead Sync quando sono troppo tesi o quando la regia pone troppa enfasi sul movimento labiale sincrono. Lo si vede immediatamente nel monitor: le labbra scattano meccanicamente, lo sguardo rimane fisso, la testa non si muove con la naturale intonazione del parlato. Nel processo di ADR, il Dead Sync è ancora più frequente: l'attore vocale è seduto in uno studio buio di fronte a un playback di uccelli selvatici e cerca di essere preciso al frame. Il risultato suona come se stesse parlando una bambola. La soluzione è dire all'attore di parlare *dopo* il suono, non su di esso: un ritardo di due o tre frame è spesso sufficiente per riportare la naturalezza. L'audio sembrerà ancora sincronizzato per lo spettatore, ma la performance respirerà.
Dove invece il Dead Sync ha senso: nelle scene di danza lip-sync, nelle creature generate al computer o nei personaggi volutamente artificiali (androidi, bambole, recitazione comica esagerata). In questi contesti, la precisione meccanica è l'affermazione. Nel dramma, invece, il Dead Sync è un errore che nella maggior parte dei casi non può più essere corretto in montaggio: si dovrebbe rigirare o fare una debole ripresa ADR. Suggerimento per il montaggio audio: Se ti accorgi che l'attore è in territorio di Dead Sync, sposta la traccia indietro di uno o due frame. Lo spettatore non vedrà alcuna differenza, ma l'attore sembrerà improvvisamente vivo. Correlato al concetto di *fluff frames* nel montaggio: una piccola flessibilità temporale crea grandi differenze emotive.