Panoramica
Il Path Tracing (spesso tradotto in italiano come "tracciamento del percorso") è una tecnica di rendering nella computer grafica che simula in modo fisicamente plausibile la propagazione della luce in una scena virtuale. È una forma di Ray Tracing: invece di creare un albero ramificato di raggi secondari per ogni intersezione di raggio, il Path Tracing segue un singolo percorso di luce scelto casualmente attraverso la scena per ogni campione. La media di molti di questi percorsi fornisce un valore approssimato per la luminosità di ogni pixel.
La tecnica è stata presentata nel 1986 da Jim Kajiya insieme all'equazione di rendering ("rendering equation") da lui formulata. Il Path Tracing risolve questa equazione in modo approssimativo e tratta l'illuminazione diretta, l'illuminazione indiretta (Global Illumination), le ombre morbide, le riflessioni, le rifrazioni, il "color bleeding" (trasferimento di colore) e gli effetti volumetrici come diverse manifestazioni dello stesso trasporto di luce.
Funzionamento
Il Path Tracing applica l'integrazione Monte Carlo all'equazione di rendering. Per ogni pixel vengono campionate direzioni casuali dei raggi e i risultati vengono mediati su molte iterazioni. Poiché i percorsi vengono scelti casualmente, la tecnica genera intrinsecamente rumore nell'immagine, che diminuisce all'aumentare del numero di campioni per pixel. Per ottenere risultati puliti sono spesso necessari molte migliaia di campioni per pixel.
- Trasporto della luce: Riflessione, rifrazione, scattering ed emissione vengono valutati tramite le proprietà del materiale (BRDF) delle superfici intersecate.
- Rumore vs. Tempo di calcolo: Più campioni riducono il rumore, ma aumentano il tempo di rendering.
- Denoising: I moderni Path Tracer utilizzano tecniche di denoising (tra cui reti neurali, filtri che preservano i bordi e filtri bilaterali) per ridurre il numero di campioni necessari e quindi il tempo di rendering.
Utilizzo nel cinema e negli effetti visivi
Il Path Tracing è da anni lo standard per il rendering offline nel cinema e negli effetti visivi, poiché fornisce riflessioni fisicamente corrette, illuminazione indiretta naturale e una qualità dell'immagine coerente attraverso intere sequenze di shot. Tra i renderer di produzione diffusi che si basano sul Path Tracing figurano:
- Pixar RenderMan – ricostruito come architettura Path Tracing.
- Arnold (originariamente di Marcos Fajardo) – come Path Tracer Monte Carlo "brute-force" per la produzione.
- Chaos V-Ray.
- Blender Cycles.
- Disney Hyperion.
Con il Ray Tracing accelerato dall'hardware e il denoising basato sull'IA, il Path Tracing si è aperto sempre più anche alle applicazioni in tempo reale, ma nel flusso di lavoro VFX classico rimane principalmente una tecnica di rendering offline.