Costruttore britannico di cineprese (1897–1930), pioniere della cinematografia 35mm — equipaggiamento dominante del cinema britannico.
La Williamson Kinematograph Company di Brighton fu per oltre tre decenni la spina dorsale della produzione cinematografica britannica — non perché inventasse le cineprese, ma perché le rendeva dannatamente robuste e affidabili. A partire dal 1897, i Williamson costruirono cineprese da 35mm che dovevano funzionare sui set, non solo in laboratorio. Questo li distingueva fondamentalmente dai concorrenti francesi e americani, che spesso costruivano in modo più sperimentale.
Sul set, una cinepresa Williamson era ciò su cui si poteva contare. I congegni erano meccanicamente semplici — ingranaggi, otturatore, struttura di base — e questo era intenzionale. Nessun complicato meccanismo a orologeria che si sregolava con le variazioni di temperatura. Le cineprese funzionavano a velocità costante, il che era cruciale per l'era della manovella: un direttore della fotografia sapeva che 16 fotogrammi al secondo erano effettivamente 16 fotogrammi al secondo, non 14 o 18, a seconda dell'umore di chi manovrava. Sembra banale, ma negli anni '10 questo era un vantaggio tecnico che rendeva le produzioni più sicure.
L'industria cinematografica britannica — Hepworth, Barker, Clarendon e gli Early British Studios — si fidava delle cineprese Williamson perché non mettevano a rischio i piani di ripresa. Gli standard ottici erano solidi, il trascinamento della pellicola preciso. Quando all'inizio degli anni '20 comparve il suono sincronizzato, i design Williamson iniziarono a invecchiare — i livelli di vibrazione erano troppo alti per le riprese sonore. Qui entrarono in gioco i concorrenti americani (Mitchell, Bell & Howell) con migliori sistemi di isolamento acustico.
Negli anni '30, Williamson perse la gara non in modo drammatico, ma graduale. Le cineprese Akela della New Era — più leggere, modulari, con un migliore isolamento acustico — sostituirono i vecchi apparecchi Williamson negli studi. Ma chi girava lungometraggi britannici negli anni '10 e '20, molto probabilmente teneva in mano una Williamson. Questa non è gloria dovuta all'innovazione, ma all'affidabilità — che sul set conta spesso di più.