Tecnica che invia due immagini leggermente diverse a ogni occhio—simulando profondità spaziale. Funziona solo con polarizzazione attiva o tecnologia otturatore.
Due immagini leggermente sfalsate — una per occhio — creano nel cervello l'illusione della profondità. Questo funziona perché i nostri due occhi, nella realtà, hanno una minima distanza orizzontale e quindi ciascun occhio cattura un'angolazione leggermente diversa sul mondo. La stereoscopia sfrutta questo naturale effetto di parallasse e costringe ciascun occhio a vedere la propria immagine — né più, né meno.
Sul set, il lavoro inizia con due telecamere montate su un asse — il cosiddetto rig. La distanza tra i sensori (la "distanza interassiale") è cruciale: per i primi piani 5–8 cm, per le riprese ampie può arrivare fino a 30 cm. Troppo vicine, e l'effetto 3D si appiattisce; troppo lontane, e gli spettatori avranno mal di testa per un'eccessiva convergenza oculare. Durante le riprese, devi prestare costante attenzione alla convergenza — ovvero al punto in cui si incontrano entrambi gli assi ottici. Questo determina quale piano "salta" verso il pubblico e quale cade sullo sfondo.
Nel montaggio, la situazione si complica: entrambe le riprese devono essere sincronizzate frame per frame, il bilanciamento del colore deve essere identico, e nella conversione nel formato di uscita — che sia cinema a polarizzazione, occhiali attivi o display lenticolare — sorgono continuamente nuove insidie. Errori classici sono salti di profondità ai tagli, movimenti incontrollati dalla profondità verso la telecamera ("Stereo-Window Violation") e rapporti dimensionali incoerenti tra occhio sinistro e destro, che bruciano letteralmente agli occhi dello spettatore. Per questo, ogni progetto 3D necessita di uno Stereo Supervisor che comprenda il contesto tecnico.
Il limite fisico risiede nella visione umana stessa: il nostro cervello può elaborare solo fino a circa 5–6 metri di differenza di profondità al minuto prima che si verifichi la saturazione e l'illusione collassi. Chi gira costantemente in piena profondità, perderà il suo pubblico dopo 20 minuti. Per questo la stereoscopia non funziona in modo uniforme — è uno strumento di progettazione come la luce o il montaggio, non una mera opzione tecnica.