Rivestimento antiriflesso multistrato che riduce le riflessioni ottiche dal 28% all'1,6% mediante interferenza distruttiva, raggiungendo 99,8% di trasmissione per elemento.
Dettagli Tecnici
I trattamenti SMC operano secondo il principio dell'interferenza distruttiva, ottimizzando ogni strato per lunghezze d'onda specifiche tra 400-700nm. I moderni sistemi SMC raggiungono valori di trasmissione del 99,8% per elemento, rispetto al 96% delle lenti non trattate. In un obiettivo da 8 elementi, la trasmissione totale aumenta dal 72% al 98,4%. Il trattamento avviene in alto vuoto tramite evaporazione o sputtering a fascio ionico a temperature intorno ai 300°C. Varianti speciali come SMC-NCS (Nano Crystal Coating) integrano superfici nanostrutturate per una riflessione ancora minore.
Storia & Sviluppo
Pentax introdusse il trattamento SMC nel 1975, dopo che Zeiss aveva già sviluppato il primo trattamento monostrato nel 1935. Canon seguì nel 1987 con il Super Spectra Coating, Nikon nel 1988 con il Super Integrated Coating. Lo sviluppo cruciale avvenne nel 2005 con i trattamenti nanostrutturati, che ridussero ulteriormente la riflessione del 50% in angoli critici. Dal 2010, i metodi di progettazione computerizzata consentono l'ottimizzazione per specifiche aree spettrali dei sensori digitali.
Uso Pratico nel Cinema
In "Blade Runner 2049", il DoP Roger Deakins utilizzò obiettivi vintage trattati SMC per evitare immagini fantasma nonostante una complessa gestione della luce. Il trattamento consente l'uso di forti controluce senza riflessi indesiderati sulle lenti. Nel lavoro con Steadicam, il trattamento SMC riduce i flare durante rapidi movimenti panoramici attraverso sorgenti luminose variabili. Gli svantaggi sorgono quando i lens flare sono volutamente desiderati: in questo caso, i DoP devono ricorrere a obiettivi più vecchi, con trattamenti meno efficaci, o utilizzare filtri.
Confronto & Alternative
Il trattamento SMC supera nettamente il semplice trattamento MC (4-7 strati) nella soppressione dei flare, ma non raggiunge la perfezione dei moderni nano-trattamenti come il Zeiss T* o l'ASC (Air Sphere Coating) di Canon. Le lenti non trattate producono circa il 28% di perdita di luce con 8 elementi, rispetto all'1,6% del trattamento SMC. I trattamenti PVD (Physical Vapor Deposition) offrono maggiore durabilità, mentre i processi Sol-Gel sono più economici. La scelta dipende dal look desiderato: i documentari prediligono la massima trasmissione, mentre i film di finzione spesso preferiscono sistemi volutamente meno efficaci per flare caratteristici.