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Rig da spalla
Macchina da presa · Termini

Rig da spalla

Shoulder Rig
Murnau AI illustration
flow para roll take

Stabilizzatore a spalla con sistema di barre 15–19 mm (1,8–4,2 kg). Consente movimenti controllati tra la perfezione dello Steadicam e l'organicità del handheld.

Dettagli Tecnici

Gli shoulder rig standard pesano tra 1,8-4,2 kg e dispongono di sistemi di tubi da 15 mm o 19 mm per il fissaggio di ulteriori componenti. Il supporto per la spalla misura tipicamente 25-35 cm di larghezza, la distanza tra le impugnature è di 40-50 cm. Sistemi moderni come l'Arri SR-3 Shoulder Kit o il RED DSMC2 Shoulder Mount supportano telecamere fino a 8,5 kg con massima stabilizzazione. La distribuzione del peso avviene secondo un rapporto 60/25/15 tra spalla, braccia e zona toracica.

Le varianti includono rig leggeri per documentari (sotto i 2 kg), rig standard per narrazione (2-4 kg) e sistemi heavy-duty per telecamere con sensori grandi dotate di follow-focus e sistemi wireless.

Storia & Sviluppo

Il primo shoulder rig commerciale fu sviluppato nel 1972 dalla ditta Cinema Products Corporation per l'Arriflex 16SR. Il successo arrivò nel 1976 con l'alternativa Steadicam di Garrett Brown per produzioni con budget limitato. Panavision introdusse il sistema PSR nel 1983, che utilizzava per la prima volta meccanismi a sgancio rapido.

Negli anni '90, i sistemi modulari di Chrosziel e Vocas rivoluzionarono il mercato grazie alla riconfigurazione senza attrezzi. L'introduzione delle telecamere digitali a partire dal 2005 richiese nuove costruzioni più leggere: RED sviluppò nel 2007 il primo rig in fibra di carbonio con un peso proprio di soli 1,6 kg.

Uso Pratico nel Cinema

Paul Greengrass utilizzò ampiamente gli shoulder rig nella trilogia di "Bourne" (2004-2007) per un'estetica autentica in stile "handheld" senza la fluidità della Steadicam. "Cloverfield" (2008) combinò shoulder rig con obiettivi grandangolari per un'inquietudine controllata. In "Mad Max: Fury Road" (2015), speciali rig adattati ai veicoli permisero riprese durante le corse ad alta velocità.

I documentaristi preferiscono i rig per periodi di ripresa più lunghi, poiché causano minore affaticamento rispetto alla pura tecnica "handheld". Il compromesso si trova tra la perfezione della Steadicam e la spontaneità dell'"handheld": i movimenti rimangono naturali, ma controllabili.

Confronto & Alternative

Mentre le Steadicam offrono una completa libertà di movimento, costano 15.000-80.000 euro contro gli 800-3.500 euro degli shoulder rig. I gimbal come il DJI Ronin (a partire da 1.400 euro) offrono stabilizzazione elettronica, ma limitano la durata operativa a 2-4 ore.

Le alternative moderne includono la stabilizzazione interna al corpo macchina (IBIS) e l'elaborazione elettronica successiva, ma non raggiungono la qualità di movimento organica dei sistemi meccanici. Per i documentari "run-and-gun", gli shoulder rig rimangono insostituibili, mentre le produzioni narrative si orientano sempre più verso i sistemi gimbal.

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