Movimento di macchina in cui la camera si allontana dal soggetto, ampliando l'inquadratura visibile, solitamente realizzato con dolly, Steadicam o gru.
Dettagli Tecnici
Le carrellate all'indietro (Wegfahrt) vengono realizzate standardmente con dolly su binari, sistemi Steadicam o gru cinematografiche motorizzate. Le velocità tipiche variano tra 0,3 e 2,4 metri al secondo, a seconda dell'effetto drammaturgico desiderato. Per le riprese su binari si utilizzano comunemente tubi da 19 mm con scartamenti standard di 60 cm o 100 cm. I moderni sistemi gimbal consentono carrellate all'indietro con velocità fino a 15 km/h, garantendo al contempo una stabilizzazione con una precisione di ±0,02°. Le gru cinematografiche raggiungono lunghezze di estensione fino a 50 metri per le carrellate all'indietro verticali.
Storia e Sviluppo
La prima carrellata all'indietro documentata fu filmata da Friedrich Wilhelm Murnau nel 1924 in "L'ultima risata" (Der letzte Mann) tramite un carrello attaccato a cavi. David Wark Griffith perfezionò la tecnica nel 1916 con sistemi meccanici su binari per "Intolerance". La svolta avvenne nel 1941 con "Quarto potere" (Citizen Kane) di Orson Welles, dove Gregg Toland combinò le carrellate all'indietro con la profondità di campo. I sistemi dolly a controllo elettronico si affermarono a partire dal 1975, mentre gli impianti motion control computerizzati dal 1982 con "Blade Runner".
Uso Pratico nel Cinema
Stanley Kubrick utilizzò in "2001: Odissea nello spazio" (1968) una carrellata all'indietro di 12 metri dal monolite per amplificarne l'effetto monumentale. La famosa sequenza del Copacabana di Martin Scorsese in "Quei bravi ragazzi" (Goodfellas, 1990) combina una carrellata all'indietro con Steadicam su una distanza di 184 metri. I campi di applicazione tipici includono gli establishing shots, la costruzione della tensione attraverso la contestualizzazione e l'allontanamento emotivo dai personaggi. La durata della ripresa varia solitamente tra 8 e 45 secondi a velocità costante.
Confronto e Alternative
Le carrellate all'indietro si distinguono dallo zoom-out per le variazioni prospettiche e la naturale profondità di campo. Mentre gli zoom modificano la lunghezza focale (tipicamente 24-200 mm), nelle carrellate all'indietro la posizione della cinepresa si muove fisicamente. I crane shots estendono la carrellata all'indietro con componenti verticali, i tracking shots con movimenti laterali. Le carrellate all'indietro digitali vengono create in post-produzione tramite compositing 2.5D da immagini fisse ad alta risoluzione, ma non raggiungono la parallasse naturale delle riprese meccaniche.