Scansione 3D di oggetti reali tramite centinaia di foto sovrapposte — genera geometria e texture precise. Più veloce e accurato del modeling tradizionale.
Hai bisogno di un edificio, una statua o un'auto nel tuo VFX shot e vuoi inserirla nell'immagine con precisione al pixel, così come esiste nella realtà. La fotogrammetria risolve il problema: scatti centinaia, a volte migliaia di foto dello stesso oggetto o di una location da diverse angolazioni — sempre con sovrapposizione tra gli scatti. Un software specializzato (RealityCapture, Agisoft Metashape, pipeline NeRF) riconosce quindi punti di riferimento in tutte le immagini, li triangola spazialmente e genera una mesh 3D ad altissimo dettaglio più texture fotorealistiche — tutto in poche ore o giorni.
Sul set funziona in modo pragmatico: porti una buona reflex o mirrorless, ti servono almeno 100, meglio 300–500 scatti per oggetto. Importante: illuminazione uniforme, lunghezza focale costante (niente zoom), e le immagini devono effettivamente sovrapporsi — il 60–80% è lo standard. Alcuni team usano droni per gli edifici, altri prendono un rig a 360 gradi e girano oggetti di scena. Il tempo di calcolo grezzo al computer è poi relativamente economico; una buona mesh da 400 foto calcolata in 2–4 ore, inclusa la mappatura delle texture.
Dove la fotogrammetria è efficace: non hai bisogno né di retopologia manuale né di pittura manuale dei dettagli. L'algoritmo cattura graffi, usura, transizioni di materiale completamente in automatico. Rispetto al modellamento 3D classico (dove un artista passa giorni) risparmi un sacco di tempo — specialmente con architetture complesse o oggetti organici come formazioni rocciose. Nel compositing integri la mesh poi come qualsiasi altro asset 3D: illuminazione, shadow pass, maschere ID.
Ma ci sono insidie: riflessi e superfici lucide (frontali specchiati, acciaio cromato) confondono il software; qui aiuta coprire temporaneamente. Movimenti troppo veloci durante lo shooting creano artefatti fantasma. E con oggetti in movimento — veicoli, persone, piante nel vento — la ricostruzione statica funziona solo se tutto è fermo. Per una misurazione fotogrammetrica di una location ti servono quindi solitamente alcune ore la mattina presto o di notte, quando i pedoni non ci sono.
Nelle pipeline moderne la fotogrammetria lavora a stretto contatto con Lidar e Match-Moving — non in competizione, ma in modo complementare. Dove il Lidar fornisce nuvole di punti veloci, la fotogrammetria ti dà la texture. E dove il modellamento tradizionale si arrende all'eccesso di dettagli, la fotocamera lo fornisce automaticamente.
Attualità
La fotogrammetria di persone sta acquisendo importanza per le produzioni cinematografiche, poiché gli attori possono essere scansionati in T-pose per creare doppi 3D precisi per le inquadrature a lunga distanza. Questa tecnica consente di ridurre costosi giorni di riprese con i protagonisti, garantendo al contempo l'autenticità dei personaggi anche nelle scene più lontane. Questo metodo viene sempre più utilizzato, specialmente nelle produzioni elaborate di azione o fantasy.