Montaggio che mostra due azioni spazialmente separate in parallelo — inseguimento alternando tra inseguitore e inseguito. Tensione tramite ritmo.
Tagli due fili narrativi che si svolgono separatamente nello spazio ma in modo sincrono nel tempo: questo è il sintagma parallelo. Lo spettatore vede alternativamente cosa fa l'inseguitore e contemporaneamente dove fugge la vittima. Questa sequenza di montaggio crea tensione non per quello che succede, ma per il ritmo dell'alternanza e la domanda implicita: quando si incontreranno?
L'applicazione classica si trova nelle scene di inseguimento: pensa a un film d'azione in cui l'eroe corre per la città e parallelamente vediamo l'antagonista che lo segue. Con ogni taglio tra i due fili, la distanza si accorcia psicologicamente, anche se la distanza spaziale rimane la stessa. Questo funziona solo se si accelera il ritmo del montaggio: inquadrature più lunghe all'inizio, poi tagli sempre più brevi, fino a quando i due fili si avvicinano al punto d'incontro. Lo spettatore sente l'avvicinamento attraverso la velocità del montaggio, non attraverso il movimento nell'immagine.
In pratica, ciò significa che durante il montaggio devi mantenere entrambe le prospettive in modo equilibrato: non soffermarti troppo su una, altrimenti la tensione si interrompe. Il suono aiuta enormemente: musica di inseguimento, rumori di respiro, battito cardiaco: il sintagma parallelo vive di sincronia audiovisiva. Nel film da 35 mm, spesso si giravano entrambe le scene con unità diverse, e il montaggio e l'assemblaggio univano in seguito ciò che spazialmente non era mai stato insieme davanti alla macchina da presa.
A questo è imparentato il cross-cutting (l'equivalente inglese), e entrambi si differenziano dallo split-screen per il fatto che qui non entrambe le immagini sono visibili contemporaneamente: lo split visivo avviene nella testa dello spettatore attraverso la logica del montaggio. I registi moderni utilizzano i sintagmi paralleli anche per contrasti drammaturgici: mentre uno festeggia, l'altro è in prigione. Non tensione, ma ironia nasce dalla contrapposizione del montaggio. Lo strumento è neutro: il ritmo crea il significato.