Movimento di camera che orbita attorno al soggetto in un percorso circolare, tradizionalmente con dolly su binari o modernamente con gimbals e droni.
Dettagli Tecnici
Tradizionalmente, il giro d'orizzonte viene realizzato con carrelli su sistemi di binari circolari, utilizzando raggi standard di 3m, 5m e 8m. I moderni sistemi gimbal come il MōVI Pro raggiungono velocità di rotazione fino a 360°/s con una precisione di posizione di ±0.02°. I Technocrane consentono inoltre componenti di movimento verticale con uno sbraccio fino a 22 metri. I giri d'orizzonte basati su droni operano ad altezze comprese tra 3 e 120 metri con tracciamento della traiettoria assistito da GPS e una tolleranza di deviazione inferiore a 30 centimetri.
Storia & Sviluppo
I primi giri d'orizzonte documentati risalgono al 1927 in "Aurora" di F.W. Murnau, realizzati con carrelli spinti a mano su binari circolari improvvisati. Stanley Kubrick perfezionò la tecnica nel 1968 in "2001: Odissea nello spazio" con sistemi di binari a 360° realizzati con precisione. La svolta arrivò nel 1999 con "Matrix" e la tecnica "Bullet Time", che utilizzava 120 telecamere statiche in un array a 360°. Dal 2010, i sistemi gimbal e i droni controllati da computer dominano il mercato, consentendo giri d'orizzonte assistiti da GPS con precisione millimetrica.
Uso Pratico nel Cinema
Martin Scorsese utilizza in "Quei bravi ragazzi" (1990) un giro d'orizzonte di 180° nel club Copacabana con una velocità di 45°/s. Darren Aronofsky impiega in "Requiem for a Dream" (2000) primi piani estremi con rotazioni di 270° per creare disorientamento. La fase di pianificazione richiede una misurazione precisa della location e il calcolo dell'illuminazione per ogni angolazione. Le produzioni moderne utilizzano la realtà virtuale per la pre-visualizzazione della traiettoria della telecamera.
Confronto & Alternative
A differenza del movimento di panoramica (Pan), nel giro d'orizzonte la posizione spaziale della telecamera cambia continuamente. Gli array di telecamere a 360° di "Matrix" sono stati sostituiti da riprese con droni in slow-motion, che sono più economici e flessibili. I giri d'orizzonte con Steadicam offrono maggiore spontaneità, ma non raggiungono la precisione meccanica dei sistemi su binari. Con budget inferiori a 50.000 Euro dominano le soluzioni gimbal, mentre sopra questa soglia vengono solitamente impiegati Technocrane o sistemi di motion control specializzati.