Slang Hollywood per western B — produzione economica, trama piatta. Cinema di sfruttamento veloce, non arte.
Il termine risale agli anni '20 e descrive quei film western assemblati freneticamente che gli studi utilizzavano come macchine da profitto — prendendo il nome dai fiocchi d'avena (Oats) che mangiavano i cavalli e che fungevano da ingrediente metaforico per una produzione economica e veloce. Sul set ti accorgi subito per cosa stai lavorando: tempi di ripresa minimi, budget ridotto, comparse locali invece di attori affermati, paesaggi che dovevano funzionare, non impressionare. La trama era secondaria — inseguimenti, una semplice contrapposizione bene-male, schemi d'azione ripetitivi. Dal punto di vista della cinepresa, ciò significava: illuminazione semplice, riprese veloci, poche ripetizioni. Il montaggio era brutale e guidato dall'efficienza.
Ciò che distingueva un Oater dal normale B-western non era primariamente il budget — che era simile per molte produzioni — ma l'atteggiamento interiore verso la qualità. I produttori di Oater preferivano calcolare in metri di pellicola per dollaro. Una scena d'inseguimento a cavallo era economica, visivamente efficace e riempiva la durata. Per questo i film sembravano incollati: tagli bruschi tra piani generali e primi piani, riutilizzo di materiale d'archivio da altre produzioni, la stessa location di canyon in cinque film diversi. Come DoP dovevi lavorare con luce naturale, spesso in vera polvere o tramonto, perché non c'era tempo per set perfettamente illuminati.
L'era degli Oater (apice: 1925–1955) non scomparve perché la qualità divenne un problema, ma perché la televisione assunse questa funzione. Le soap opera giornaliere e le serie western assorbirono gli spettatori che prima guardavano tali "schizzi veloci" al cinema. Oggi il termine è arcaico, ma nell'industria i veterani parlano ancora di «mentalità Oater» quando un progetto viene sviluppato con pressione temporale e budget minimo — senza pretese artistiche, puro sfruttamento. La firma tecnica rimane riconoscibile: montaggio grezzo, cinepresa pragmatica, massimo output con minimo sforzo.