Registratore magnetico svizzero — standard 50–80 per l'audio senza fili in set. Robusto, affidabile, portatile — ha liberato il cinema diretto e documentario.
Chi era sul set negli anni '60 e '70 conosceva la Nagra come la propria attrezzatura. Il registratore magnetico svizzero rivoluzionò la registrazione audio non per la sua complessità, ma per la sua assoluta affidabilità e portabilità. Si poteva legare il registratore allo zaino, inserire una bobina di nastro magnetico, collegare il cavo XLR al microfono direzionale o al microfono lavalier — e poi la cinepresa era libera. Questo era il punto cruciale: mentre in precedenza la registrazione audio era legata allo studio o a cavi pesanti, la Nagra permetteva una vera libertà di movimento. Documentaristi come Jean Rouch o i pionieri della Cinéma Vérité non lavoravano nonostante la Nagra, ma grazie ad essa nel modo in cui lavoravano.
Il dispositivo in sé: compatto, robusto come un carro armato. Sistema a tre bobine, controllato da pignoni, precisione al quarzo dalla metà degli anni '70. Si poteva far cadere — continuava a funzionare. La batteria durava l'intera giornata di riprese, le bobine contenevano fino a 30 minuti di materiale. Un punto di svolta per inquadrature lunghe senza tagli. L'audio era pulito, l'elettronica stabile. Sulla Nagra si aveva anche un vero controllo dei livelli — niente oscillazioni selvagge, ma precisi VU-meter con cui impostare correttamente la registrazione. Non era una cosa scontata per un'attrezzatura portatile.
In pratica: l'assistente audio correva accanto alla cinepresa, monitorando i livelli e i cavi. La Nagra era appesa alla cintura o nello zaino. Con un buon microfono e una manipolazione pulita, si otteneva un suono originale che andava direttamente al montaggio — nessuna ri-registrazione necessaria. Questo non solo fa risparmiare tempo e denaro, ma preserva anche l'autenticità. Soprattutto nel documentario questo era decisivo: la Nagra permetteva di registrare conversazioni reali, rumori ambientali, la realtà stessa, invece di costruirla in seguito.
La Nagra rimase lo standard fino agli anni '80 — finché non arrivò il digitale. Ma ancora oggi, quando lavorano puristi o nostalgici, riappare. La sua affidabilità è leggendaria. Un dispositivo di un'epoca in cui la tecnologia non era inutilmente complicata e tuttavia funzionava perfettamente. Obsoleto per le produzioni moderne — ma il principio che la Nagra ha imposto vive ancora: un audio mobile e indipendente come base per una libera composizione visiva.