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Iris in
Montaggio · Termini

Iris in

Iris In
Murnau AI illustration
dissolve fade in fade out fade to black fade to white quasar x crossfade wipe

Apertura circolare che si espande da un punto centrale, creata meccanicamente tramite diaframma iris (6–20 lamelle) o digitalmente in post-produzione.

Dettagli Tecnici

L'apertura a iride avviene meccanicamente tramite un sistema di 6-20 lamelle diaframmatiche disposte concentricamente. Nelle cineprese degli anni '20, il tempo di apertura standard era di 2-4 secondi a 24 fps, corrispondenti a 48-96 fotogrammi. I moderni sistemi digitali consentono un controllo preciso della velocità di apertura tra 0,5 e 10 secondi. L'iride può aprirsi in modo centrico dal centro dell'immagine o eccentrico da qualsiasi posizione desiderata. I filtri ND variabili con meccanismi a iride controllati elettronicamente raggiungono oggi valori di precisione di 1/10 di diaframma.

Storia & Sviluppo

L'apertura a iride si affermò nel 1895 con le prime cineprese di Lumière e Méliès come effetto di transizione standardizzato. D.W. Griffith perfezionò la tecnica nel 1915 in "Nascita di una nazione" attraverso movimenti a iride precisamente coreografati. Nel 1922, l'azienda tedesca Ernemann sviluppò il primo controllo automatico dell'iride per la cinepresa cinematografica modello IV. L'introduzione degli obiettivi zoom negli anni '50 ampliò gli effetti a iride con movimenti combinati zoom-iride. La post-produzione digitale dagli anni '90 consente simulazioni a iride pixel-precise con geometrie arbitrarie.

Uso Pratico nel Cinema

Charlie Chaplin utilizzò l'apertura a iride in "La febbre dell'oro" (1925) per rivelazioni emotive in primo piano. Sergio Leone la impiegò in "C'era una volta il West" (1968) per aumentare la tensione, combinata con obiettivi tele da 200 mm. Le produzioni moderne come "Grand Budapest Hotel" (2014) utilizzano effetti a iride creati digitalmente per flashback nostalgici. La tecnica è particolarmente adatta per sequenze oniriche, ricordi e rivelazioni drammatiche. Dal punto di vista del flusso di lavoro, l'apertura a iride avviene oggi per lo più in post-produzione con After Effects o DaVinci Resolve, poiché offre un controllo più preciso su tempi e posizioni.

Confronto & Alternative

L'apertura a iride si differenzia dalla semplice apertura graduale per la sua geometria circolare anziché per un gradiente di luminosità lineare. A differenza dello zoom, la lunghezza focale non cambia, solo l'area visibile dell'immagine. Gli effetti di dissolvenza utilizzano forme geometriche, mentre l'iride rimane esclusivamente circolare. Le alternative moderne includono maschere digitali con forme arbitrarie o effetti di lens flare. Nelle produzioni dal vivo, il filtro ND variabile controllato elettronicamente sostituisce il controllo meccanico dell'iride, poiché consente transizioni continue senza lamelle diaframmatiche visibili.

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