Fade Out: dissolvenza graduale dell'immagine al nero riducendo la luminanza dal 100% allo 0%, standard in 24 fotogrammi (1 sec) in Avid o 30 in Premiere Pro.
Dettagli Tecnici
Nei sistemi di montaggio digitale, la dissolvenza in uscita viene realizzata moltiplicando i valori RGB per un fattore compreso tra 1,0 e 0,0. Avid Media Composer utilizza per impostazione predefinita dissolvenze di 24 fotogrammi (1 secondo a 24fps), mentre Adobe Premiere Pro preferisce standard di 30 fotogrammi (1,25 secondi). La curva matematica segue solitamente una funzione di Ease-Out con la formula f(t) = 1 - (t/d)², dove t è il tempo trascorso e d la durata totale. Le varianti includono Fade to White (dissolvenza in bianco) e Fade to Color (transizione a valori di colore definiti).
Storia e Sviluppo
Georges Méliès utilizzò per la prima volta effetti di dissolvenza manuali nel 1896 coprendo l'obiettivo della cinepresa. D.W. Griffith stabilì nel 1908 in "The Adventures of Dollie" la dissolvenza come forma di transizione narrativa. La Mitchell Camera Corporation sviluppò nel 1917 il primo dispositivo meccanico di dissolvenza per cineprese. Negli anni '20 nacquero le stampatrici ottiche con precisi meccanismi di dissolvenza, che rimasero standard fino agli anni '90, prima che la post-produzione digitale le sostituisse.
Uso Pratico nel Cinema
Akira Kurosawa utilizzò in "Ikiru" (1952) dissolvenze di 3 secondi tra le fasi della vita. Stanley Kubrick in "2001: Odissea nello spazio" utilizzò esclusivamente tagli netti, evitando deliberatamente le dissolvenze per rafforzare l'estetica fredda. I moderni blockbuster, come le produzioni Marvel, impiegano micro-dissolvenze di 0,5 secondi tra le sequenze d'azione. In post-produzione, le dissolvenze vengono tipicamente applicate come ultimo livello di correzione per non compromettere le correzioni colore.
Confronto e Alternative
La dissolvenza in entrata (Fade In) costituisce il corrispettivo tecnico con progressione di luminanza inversa. Le dissolvenze incrociate (Cross Fade) combinano la dissolvenza in uscita e in entrata simultanee di due sorgenti d'immagine. I tagli netti stanno sostituendo sempre più le dissolvenze classiche nelle produzioni contemporanee: Christopher Nolan utilizza esclusivamente Direct Cuts in "Dunkirk". Le alternative digitali includono Iris Wipes e maschere morphing, che consentono geometrie di transizione più complesse.