Filmlexikon.
Sostieni
Dissolvenza in uscita / Dissolvenza in entrata
Montaggio

Dissolvenza in uscita / Dissolvenza in entrata

Fade out / Fade in
Murnau AI illustration
dissolve fade out 2 dissolve effect fade out to fade in fade in 3 ueberblendung

Dissolvenza verso/da nero — montaggio tecnico, non ottico. Marca cambio scena o salto temporale. Dissolvenza out: chiusura; in: apertura.

Dissolvenza in nero / Dissolvenza in bianco

La dissolvenza in nero e la dissolvenza in bianco appartengono alle più antiche tecniche di montaggio della storia del cinema — non perché siano primitive, ma perché svolgono una funzione fondamentale che rimane indispensabile ancora oggi. A differenza del taglio netto (cut) o della dissolvenza incrociata (dissolve), qui si lavora con un oscuramento tecnico: l'immagine diventa continuamente più scura fino a diventare completamente nera (dissolvenza in nero), oppure da nero torna gradualmente più chiara (dissolvenza in bianco). Il processo dura solitamente da 24 a 48 fotogrammi — a seconda del ritmo della storia.

In pratica, una dissolvenza in nero segnala la fine definitiva di una sequenza o di un capitolo. Agisce come un punto narrativo — più pesante, più definitivo di un semplice taglio. Quando una scena sfuma, il film comunica allo spettatore: è finita. Punto. La successiva dissolvenza in bianco segna quindi un nuovo inizio, un salto temporale o spaziale. Questi due movimenti, quindi, non incorniciano semplicemente una sequenza di scene — strutturano la storia stessa. Sul set, per ottenerle, si lavora con il diaframma dell'obiettivo (iris), nel montaggio le si crea digitalmente tramite fotogrammi chiave nel correttore colore o con effetti di dissolvenza. Nelle riprese digitali, la dissolvenza in nero viene spesso realizzata solo in post-produzione, perché è più efficiente.

La differenza emotiva rispetto alla sequenza di tagli diretti è che le dissolvenze in nero/bianco concedono tempo. Rallentano la transizione cognitiva. Per questo motivo si usano con parsimonia — troppo frequenti rendono il film lento, teatrale, antiquato. Al contrario, il taglio rapido (fast cut) produce l'effetto opposto. Lunghe dissolvenze in nero (2–3 secondi) funzionano bene negli epiloghi o nelle conclusioni di film; brevi (meno di un secondo) nei cambi di capitolo all'interno di una storia. Spesso si vede questa tecnica anche nelle sequenze di montaggio, per "respirare" tra diversi salti temporali senza spezzare il ritmo — come nel time-lapse o nel montaggio in generale (altre forme di montaggio).

Un consiglio pratico: le dissolvenze in nero e in bianco dovrebbero raramente essere a colori. Il nero funziona, il bianco è un'eccezione (solitamente per effetti artistici). La durata deve adattarsi alla musica, se presente — non deve contrastarla. E: un film con troppe dissolvenze appare inibito. Usale come punti esclamativi, non come virgole.

Continua nel lessico

Termini correlati

Segnala un errore
Dall'ecosistema Filmfarm

Comprendere il linguaggio visivo, preventivare le produzioni, connettere la troupe.

Il lessico fa parte dell'ecosistema Filmfarm — accanto al preventivo (FilmBalance), una rivista di settore (FilmCircus) e il networking della troupe (FilmCall, CrewMesh). Un vocabolario comune per tutta la produzione.

FilmFarm FilmRadarProssimamenteFilmPulseProssimamenteFilmNumbersProssimamenteFilmCapitalProssimamenteFilmLabProssimamenteFilmBalanceProssimamenteFilmCircusProssimamente