Azienda audio fondata nel 1965 da Ray Dolby — sviluppò riduzione rumore e standard surround che definiscono il cinema. Domina audio teatrale.
Ray Dolby fondò il suo laboratorio nel 1965 con una chiara missione: eliminare il rumore dalla catena. Sembra banale, ma fu rivoluzionario. Chiunque all'epoca copiasse nastri magnetici o sottoponesse pellicole a più generazioni perdeva qualità — il famigerato rumore di fondo diventava più forte ad ogni passaggio. Dolby inventò un metodo di codifica che amplifica i suoni deboli, li nasconde dal rumore e li decodifica nuovamente in riproduzione. Dolby-A divenne lo standard negli studi professionali. Al cinema arrivò poi Dolby Stereo — e fu quello il punto in cui tutto cambiò.
Dalla fine degli anni '70, Dolby Surround e successivamente Dolby Digital (sistemi 5.1) hanno plasmato l'ambiente cinematografico. Non è astratto: se stai facendo un mix e il tuo mixer mostra il logo Dolby, stai lavorando in un sistema di riferimento standardizzato a livello mondiale. La risposta in frequenza, la gestione dell'headroom, la caratteristica di compressione — tutto è armonizzato. Un tecnico del suono a Monaco può aspettarsi che il suo lavoro suoni allo stesso modo a Los Angeles, Tokyo o Lagos, perché Dolby ha imposto standard che funzionano.
Dolby Atmos ha poi rivoluzionato la dimensione spaziale: suono basato su oggetti invece di semplici layout di canali. Non definisci più "Surround Sinistro — 4dB", ma "l'elicottero vola sopra lo spettatore, altezza +3m, distanza 8m". Il sistema calcola poi come l'auditorium del cinema deve riprodurre quel punto nello spazio. Immersivo, sì — ma anche tecnicamente preciso e riproducibile.
Il rovescio della medaglia: Dolby è un monopolista. Chi vuole la distribuzione cinematografica difficilmente può evitare la licenza Dolby. Questo aumenta i costi, limita la libertà tecnica. E nel segmento dell'home cinema, Dolby ha da tempo soppiantato o assimilato altri standard (DTS, Atmos for Home). Questo è un fattore economico che ogni produzione deve considerare — non solo tecnicamente, ma anche in termini di budget. La certificazione Dolby ha un costo. Ma chi può permettersela si assicura un controllo qualità di livello mondiale.