Numero f dell'obiettivo (f/1.4, f/5.6, ecc.) — controlla esposizione, profondità di campo e raccolta di luce. Numero basso = apertura maggiore.
Il numero di apertura (o diaframma) determina quanta luce passa attraverso l'obiettivo sul sensore, influenzando tre delle decisioni più importanti sul set: esposizione, profondità di campo ed efficienza luminosa. Viene espresso come una frazione (f/1.4, f/2.8, f/5.6), dove il numero al denominatore diventa più piccolo man mano che il diaframma si apre. Questo può sembrare controintuitivo, ma è matematica: f/1.4 raccoglie quattro volte più luce di f/2.8 e dieci volte più di f/4. Sul set te ne accorgi subito: in condizioni di scarsa illuminazione, solo con obiettivi luminosi (f/1.4, f/2.0) riesci a ottenere immagini pulite senza ricorrere a valori ISO troppo elevati. Ogni stop di diaframma (da f/2.8 a f/4, o da f/5.6 a f/8) dimezza la quantità di luce che entra.
La profondità di campo è il secondo campo di gioco. Un diaframma aperto (f/1.4) crea un'area di messa a fuoco sottilissima, perfetta per primi piani, ritratti o per sfocare gli sfondi. Ma è anche insidiosa: anche solo 10 cm di scostamento e il tuo soggetto principale è già fuori fuoco. Diaframmi chiusi (f/8, f/11) ti danno profondità di campo, importante per paesaggi, scene di gruppo o quando gli attori si muovono. Nel documentario o nelle scene girate a mano libera, un numero di apertura più piccolo (f/4, f/5.6) ti salva da continui problemi di messa a fuoco.
In pratica: gli obiettivi cinematografici hanno spesso aperture che vanno da t/2.8 a t/22. La "t" sta per transmittance, che tiene conto di quanta luce gli elementi in vetro effettivamente lasciano passare (un t/2.8 è meno luminoso di un f/2.8, ma più onesto). Con le fotocamere digitali si parla di numeri f; questi sono teorici. La relazione con l'esposizione avviene tramite il triangolo dell'esposizione: diaframma, tempo di posa e ISO. Se raddoppi il numero di apertura (f/2.8 → f/4), devi dimezzare il tempo di posa o abbassare il valore ISO, o entrambi.
Sul set: un obiettivo luminoso significa flessibilità. Con obiettivi f/1.4 puoi lavorare anche in luce ambientale (luce diurna, neon, candele) senza dover ricorrere a luci artificiali. Questo risparmia tempo di allestimento e ti dà libertà di movimento. Ma considera: più è luminoso, più è costoso e spesso più grande/pesante l'obiettivo. Uno zoom f/2.8 è di una classe di peso diversa da un fisso f/1.4. Per riprese con condizioni di luce fisse (studio, set controllato) un f/5.6 è del tutto sufficiente. Per scene di strada, riprese notturne o quando è richiesta improvvisazione, paghi per la luminosità.