Telecamera 16 mm da reportage, standard fino agli anni '80 — robusta, maneggevole, meccanica pura. Ancora adorata dai cineasti guerrilla.
La Beaulieu è stata per decenni il cavallo di battaglia del cinema documentaristico — una cinepresa da 16 mm che si poteva tenere con una mano e che tuttavia forniva una qualità d'immagine professionale. Questo era il suo grande vantaggio: era abbastanza leggera per le troupe di Mobile News, abbastanza robusta per le spedizioni, e la qualità ottica era sufficiente per la distribuzione cinematografica. Chi voleva girare un documentario negli anni '70 e '80 senza essere schiacciato da tonnellate di peso, si rivolgeva alla Beaulieu.
La cinepresa funzionava con obiettivi intercambiabili e aveva un sistema di diaframmi azionabile manualmente — bisognava esporre autonomamente durante le riprese, il che richiedeva esperienza, ma dava anche il massimo controllo. Il formato pellicola 16 mm era all'epoca lo standard per le produzioni non narrative, e la Beaulieu si adattava perfettamente a questo mondo. Si poteva montare, modificare, riparare. Non era elegante, piuttosto goffa, ma affidabile in un senso che oggi sembra inimmaginabile: questi apparecchi continuavano semplicemente a funzionare, anche in condizioni sul campo.
Oggi la Beaulieu è un oggetto di culto per cineasti indipendenti e puristi dell'analogico che lavorano consapevolmente con il 16 mm. Chi vuole girare in pellicola — vera pellicola, non digitale — e cerca l'estetica di quegli anni, si imbatte inevitabilmente in questa cinepresa. Non è costosa sul mercato dell'usato, funziona meccanicamente e non necessita di aggiornamenti software. Questo la rende attraente per progetti scolastici, formati sperimentali e per chiunque voglia capire come funziona fisicamente il cinema ottico. La qualità d'immagine della Beaulieu non corrisponde agli standard moderni, ma non è questo il punto — la grana, le sottili sfumature di colore, la calma meccanica del movimento dell'immagine conferiscono a una ripresa un "timestamp" che oggi non si può comprare in digitale. Chi lavora con il 16 mm dovrebbe confrontarsi con la Beaulieu — non perché fosse la migliore cinepresa, ma perché mostra come i cineasti lavoravano prima dell'era digitale: intuitivamente, otticamente, con meno distrazioni.