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Variable ND
Macchina da presa · Termini

Variable ND

Murnau AI illustration
15lb sandbag 20 c stand 216 diffusion 250 diffusion 251 diffusion 25lb sandbag 35lb sandbag 40 c stand

Filtro ND variabile: filtro a densità neutra rotante con polarizzatori incrociati, regolabile continuamente da ND 0,3 a 3,0 (1–10 stop). Consente rapido adattamento dell'esposizione senza cambio filtro.

Dettagli Tecnici

I filtri ND variabili raggiungono tipicamente valori di densità da ND 0.3 a ND 3.0 (equivalenti a 1-10 stop). Modelli di alta qualità come il Tiffen Variable ND o il PolarPro Peter McKinnon Edition utilizzano vetri multistrato con 16-20 rivestimenti. Alla massima oscurità, si creano caratteristiche ombre a croce (X-Pattern) a causa degli assi di polarizzazione incrociati. I filtri sono disponibili in diametri da 52mm a 82mm, mentre i sistemi professionali di matte box utilizzano varianti da 4x4" o 4x5.65".

Storia & Sviluppo

Singh-Ray sviluppò nel 1999 il primo filtro ND variabile commerciale per la fotografia. Tiffen adattò il concetto nel 2008 per le produzioni cinematografiche con il Variable ND. La svolta arrivò nel 2012 con le cineprese RED, la cui elevata sensibilità alla luce rese i filtri ND variabili indispensabili nelle riprese diurne. Versioni moderne come il B+W XS-Pro (2018) riducono le dominanti cromatiche e la vignettatura attraverso una precisa regolazione delle pellicole polarizzanti.

Uso Pratico nel Cinema

I filtri ND variabili consentono rapidi aggiustamenti dell'esposizione nei piani a mano libera senza cambiare filtro. "Mad Max: Fury Road" (2015) li ha utilizzati per riprese continue tra ombra e luce solare. Nelle interviste, permettono cambi di diaframma spontanei senza interruzioni. I documentaristi apprezzano la flessibilità in condizioni di luce variabili. L'uso diventa problematico con obiettivi grandangolari inferiori a 35mm, dove vignettatura e artefatti X-Pattern diventano visibili.

Confronto & Alternative

I filtri ND a densità fissa (ND 0.6, 1.2, 1.8) offrono una qualità ottica superiore senza effetti di polarizzazione, ma richiedono cambi di filtro. I filtri ND elettronici integrati in cineprese come la Sony FX9 (ND 0.6-2.4) funzionano senza artefatti, ma sono limitati alle aree interne della cinepresa. I filtri IRND combinano protezione infrarossa con densità neutra, mentre i filtri ND variabili operano principalmente nello spettro visibile. Per condizioni di studio controllate, i filtri a densità fissa rimangono lo standard, mentre le versioni variabili dominano nelle produzioni documentaristiche e "run-and-gun".

Dai reparti

Prospettive

Direttore della fotografia

Ich nutze variable NDs hauptsächlich bei Handheld-Arbeiten und Dokumentationen, wo ich schnell auf wechselnde Lichtverhältnisse reagieren muss. Bei Weitwinkelbrennweiten unter 28mm vermeide ich sie wegen der X-Pattern-Artefakte, hier greife ich lieber zu gestapelten Festwert-Filtern. Die Zeitersparnis beim Dreh wiegt die minimalen optischen Kompromisse meist auf.

Regista

Variable NDs geben mir die Freiheit, spontane Lichtstimmungen zu nutzen, ohne den Drehfluss zu unterbrechen. Bei emotionalen Szenen kann ich fließend zwischen verschiedenen Belichtungen wechseln und so die Atmosphäre organisch entwickeln lassen. Besonders bei Naturlicht-Drehs entstehen dadurch authentischere Momente, da die Schauspieler nicht durch technische Pausen aus der Rolle fallen.

Produttore

Variable NDs reduzieren meine Filterkosten um etwa 60% gegenüber kompletten Festwert-Sets und verkürzen Setup-Zeiten um durchschnittlich 15 Minuten pro Szene. Ein hochwertiger variabler ND kostet 400-800 Euro, ersetzt aber ND-Sets für 1.500-2.000 Euro. Bei 20 Drehtagen sparen wir so etwa 5 Stunden Arbeitszeit, was bei einer 50-köpfigen Crew erhebliche Personalkosten reduziert.

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