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Leitz Zoom
Macchina da presa · Obiettivi

Leitz Zoom

Murnau AI illustration
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Obiettivi Leitz Zoom per fotocamere 16mm/35mm con rapporto zoom 10:1 (25–250mm); hanno caratterizzato il documentarismo anni '60–'70 attraverso movimenti zoom parifocali senza perdita di messa a fuoco.

Dettagli Tecnici

I modelli più noti includevano il Vario-Elmar 1:2.8/25-250mm per cineprese da 16mm e il Vario-Elmar 1:3.8/25-250mm per produzioni da 35mm. Gli obiettivi vantavano uno zoom ratio di 10:1 con regolazione continua della lunghezza focale e messa a fuoco fino a 0,9m. Il design ottico si basava su 15-18 elementi in 12-14 gruppi con speciali trattamenti Leica per la riduzione della luce diffusa. La costruzione meccanica utilizzava ingranaggi di precisione in acciaio temprato, garantendo l'assenza di gioco anche con un uso intensivo. Filettature tipiche per filtri: 95mm (16mm) o 112mm (35mm).

Storia & Sviluppo

Ernst Leitz introdusse nel 1964 il primo zoom professionale per cineprese, inizialmente per sistemi Bolex e Arriflex da 16mm. Nel 1968 seguì l'adattamento per cineprese da 35mm come Arriflex 35 e Mitchell. Lo sviluppo fu guidato da Walter Mandler, leggendario designer di ottiche Leica. Nel 1973 la serie raggiunse la maturità tecnica con il Vario-Elmar 1:2.8. Dopo l'acquisizione da parte di Leica nel 1986, la divisione ottiche cinematografiche fu interrotta, poiché il mercato si spostò sempre più verso produttori specializzati come Zeiss e Cooke.

Uso Pratico nel Cinema

Gli zoom Leitz hanno segnato la produzione di documentari degli anni '70, in particolare nelle produzioni di Werner Herzog ("Cuore di vetro", 1976) e Volker Schlöndorff. Gli obiettivi permettevano movimenti di zoom fluidi senza spostamenti di messa a fuoco (parfocalizzazione) e fornivano immagini costantemente nitide anche a tutta apertura. Particolarmente apprezzata era la resa cromatica neutra, priva della tonalità calda dei prodotti francesi o della caratteristica a contrasto elevato dei concorrenti americani. Svantaggi: peso elevato (2,8kg per il modello da 35mm) e messa a fuoco lenta durante movimenti rapidi.

Confronto & Alternative

Gli zoom Leitz competevano principalmente con gli obiettivi Angenieux, che tuttavia presentavano tonalità cromatiche più calde e un'immagine leggermente più morbida. Le serie Zeiss Vario-Sonnar offrivano nitidezza paragonabile, ma con un contrasto maggiore. Gli zoom cinematografici moderni di Fujinon o Canon raggiungono oggi una qualità ottica simile con un peso notevolmente inferiore e campi di lunghezza focale più ampi. Le ottiche Leitz sono oggi considerate oggetti da collezione e vengono occasionalmente utilizzate per produzioni con un look vintage, con adattatori PL-mount disponibili.

Dai reparti

Prospettive

Direttore della fotografia

Ich schätze an Leitz Zooms die absolut neutrale Farbwiedergabe und die präzise mechanische Haptik - wenn ich zoome, sitzt jede Einstellung exakt ohne Nachkorrektur. Die Schärfeleistung bleibt über den gesamten Brennweitenbereich konstant, wodurch ich auch bei f/2.8 durchgehend arbeiten kann, ohne abblenden zu müssen.

Regista

Mit einem Leitz Zoom kann ich organische Zoom-Bewegungen realisieren, die der natürlichen Wahrnehmung entsprechen - keine digitalen Sprünge oder Ruckler. Die neutrale Farbcharakteristik gibt mir in der Postproduktion maximale Flexibilität für das Color Grading, ohne dass ich bereits "vorgestylte" Bilder korrigieren muss.

Produttore

Leitz Zooms sind heute Nischenwerkzeuge für spezielle Vintage-Looks - die Anschaffungskosten von 15.000-25.000 Euro rechtfertigen sich nur bei gezielten Retro-Produktionen. Die mechanische Robustheit bedeutet minimale Wartungskosten, jedoch ist die Ersatzteilversorgung problematisch und erfordert spezialisierte Werkstätten.

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