Panoramica
Un diottria (detto anche "close-up", "lente d'ingrandimento" o "lente aggiuntiva"; storicamente "Proxar" per Zeiss) è una lente convessa aggiuntiva che viene avvitata davanti all'obiettivo o inserita in una matte box, come una lente d'ingrandimento. Riduce la distanza minima di messa a fuoco dell'obiettivo, consentendo alla telecamera di avvicinarsi notevolmente al soggetto e di creare un'immagine ingrandita, senza la necessità di un obiettivo macro dedicato.
Il termine "diottria" è, a rigor di termini, impreciso: la "diottria" è in realtà l'unità di misura ottica del potere rifrattivo. Nella pratica del set, del noleggio e delle liste di attrezzature, tuttavia, "diottria" si riferisce alla lente aggiuntiva per la messa a fuoco ravvicinata stessa.
Va distinto il diottria completo (Full-Field, che copre l'intero campo visivo) qui trattato dallo split diottria (Split-Field), in cui solo metà della lente è lavorata per mostrare a fuoco contemporaneamente primo piano e sfondo.
Funzionamento e poteri
Le diottrie sono indicate in diottrie in base al loro potere rifrattivo; sono comuni poteri interi come +1, +2, +3 fino a +10. È possibile impilare più diottrie, con i poteri che si sommano (ad esempio, +3 più +4 danno effettivamente +7). Per correzioni fini, senza sacrificare eccessivamente la portata della messa a fuoco a distanza, Schneider Optics offre anche poteri frazionari in 1/8, 1/4, 1/2 e 3/4, secondo l'ASC.
Con l'obiettivo impostato su infinito, il piano focale risultante si trova approssimativamente nel punto focale della lente aggiuntiva. Si calcola dividendo 1000 mm per il potere della diottria:
| Potere della diottria | Distanza di messa a fuoco con obiettivo su infinito (circa) |
|---|
| +1 | 1000 mm (1,0 m) |
| +2 | 500 mm (0,5 m) |
| +4 | 250 mm (0,25 m) |
| +8 | 125 mm (0,125 m) |
Una diottria più potente avvicina quindi il soggetto, ma riduce l'area di messa a fuoco utilizzabile verso lo sfondo: con una lente aggiuntiva, l'obiettivo non può più mettere a fuoco all'infinito.
Utilizzo sul set
Le diottrie sono il mezzo più semplice ed economico per ridurre la distanza minima di messa a fuoco di un obiettivo. Sono particolarmente utili con obiettivi zoom e con vecchie ottiche anamorfiche, che spesso hanno una distanza minima piuttosto ampia; anche poteri deboli portano la distanza minima di messa a fuoco in un intervallo praticabile. Sono adatte per riprese di inserti e dettagli (mani, prodotti, occhi, beauty/food) e per effetti macro.
A differenza di un tubo di prolunga (Extension Tube), che si trova dietro l'obiettivo e aumenta la distanza dal sensore, la diottria viene montata frontalmente. Nella pratica cinematografica, sono diffuse lenti aggiuntive rotonde montate in telai con diametri filtro standard come 138 mm, in modo da poterle inserire direttamente nella matte box.
Bisogna prevedere dei compromessi ottici: lenti aggiuntive di alta qualità e ben corrette offrono risultati migliori, filtri semplici possono perdere nitidezza verso i bordi dell'immagine. La scelta del potere è quindi sempre un bilanciamento tra l'ingrandimento desiderato e l'area di messa a fuoco utilizzabile.