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DCI 4K
Macchina da presa · Tecnica

DCI 4K

Murnau AI illustration
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DCI 4K è lo standard di risoluzione cinematografica di Digital Cinema Initiatives con 4096 × 2160 pixel e rapporto di aspetto di circa 1,90:1.

Panoramica

DCI 4K si riferisce allo standard di risoluzione per il cinema digitale, definito dalle Digital Cinema Initiatives (DCI), un consorzio di importanti studi di Hollywood (tra cui Disney, Fox, Paramount, Sony, Universal, Warner Bros.) fondato nel 2002. DCI 4K non è un'apparecchiatura di illuminazione o di supporto, ma una specifica di contenitore e formato per la distribuzione cinematografica. Le specifiche sono sancite nella Digital Cinema System Specification (DCSS) e standardizzate dalle norme SMPTE (serie SMPTE 428).

Il contenitore DCI 4K ha una risoluzione orizzontale di 4096 pixel. Questo lo distingue dallo standard consumer e broadcast UHD (3840 x 2160 pixel, rapporto d'aspetto 16:9), che si applica alla televisione e allo streaming. Il DCI 4K è più ampio ed è a casa nel flusso di lavoro cinematografico.

Specifiche Tecniche

Risoluzione del contenitore: 4096 x 2160 pixel (circa 8,85 megapixel), rapporto d'aspetto ≈ 1,90:1 (esattamente 256:135).

All'interno del contenitore sono standardizzate due aree di immagine attive per la proiezione:

FormatoRisoluzione AttivaRapporto d'Aspetto
Contenitore Completo4096 x 2160≈ 1,90:1
Flat3996 x 21601,85:1
Scope (CinemaScope)4096 x 1716≈ 2,39:1

Per la distribuzione come Digital Cinema Package (DCP) vengono inoltre definiti:

  • Codec: JPEG 2000
  • Spazio colore: DCI XYZ indipendente dal dispositivo

Utilizzo sul Set

Sul set, il DCI 4K è rilevante principalmente come modalità di acquisizione e consegna. Molte cineprese offrono un'opzione DCI 4K dedicata (4096 px di larghezza) in parallelo alla modalità UHD (3840 px di larghezza). Chi pianifica una distribuzione cinematografica, gira in DCI 4K per sfruttare il pieno rapporto d'aspetto cinematografico e l'area dell'immagine più ampia; per la consegna televisiva e in streaming, invece, l'UHD è l'obiettivo appropriato.

La scelta influisce sull'inquadratura, sul ritaglio nel post-workflow e sulla successiva creazione del DCP. Poiché il DCI 4K è leggermente più ampio dell'UHD, le decisioni relative alla cinepresa, all'inquadratura e al monitoraggio sul set devono corrispondere al formato finale pianificato (Flat 1,85:1 o Scope 2,39:1) per evitare ritagli indesiderati durante la masterizzazione.

Dai reparti

Prospettive

Direttore della fotografia

Ich achte bei DCI 4K darauf, dass meine Kameraauflösung mindestens 20% über dem finalen Format liegt, um Flexibilität beim Reframing zu haben. Das XYZ-Farbformat erfordert präzise Kalibrierung meiner Monitore, da die Farbdarstellung anders als bei Rec.709 funktioniert. Die höhere Auflösung deckt jeden Fokus-Fehler gnadenlos auf, weshalb ich schärfere Objektive und präzisere Schärfenziehung brauche.

Regista

DCI 4K erlaubt mir, auch in extreme Close-ups zu gehen, ohne dass die Bildqualität leidet, was besonders bei emotionalen Momenten wertvoll ist. Ich kann in der Post-Produktion ins Bild hineinzoomen oder Bildausschnitte verschieben, ohne sichtbare Qualitätsverluste. Die schärferen Details verstärken die Immersion des Publikums, verlangen aber auch perfekteres Production Design und Make-up.

Produttore

DCI 4K verdoppelt meine Speicher- und Renderzeiten gegenüber 2K, was etwa 15-20% höhere Post-Produktionskosten bedeutet. Die Erstellung separater DCI- und UHD-Master kostet zusätzlich 8.000-12.000 Euro pro Film. Dafür sichert der Standard langfristige Verwertbarkeit in Premium-Kinos und rechtfertigt höhere Ticketpreise in PLF-Formaten wie IMAX oder Dolby Cinema.

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