Termine ombrello per i formati d'immagine più larghi di 4:3, dallo sferico 1,85:1 all'anamorfic 2,39:1, realizzati con ottiche specializzate o mascheratura del sensore.
Dettagli Tecnici
I processi anamorfici widescreen utilizzano obiettivi speciali con una compressione orizzontale di fattore 2:1, che consente di registrare un'immagine 2,35:1 su pellicola da 35mm con un rapporto di 1,18:1. Durante la proiezione, obiettivi appropriati de-distorcono l'immagine. I formati widescreen sferici, come l'1,85:1, utilizzano obiettivi normali e mascherano le aree superiori e inferiori dell'immagine. VistaVision impressionava la pellicola da 35mm orizzontalmente con otto perforazioni per fotogramma invece di quattro verticali, raddoppiando così l'area utilizzabile dell'immagine. Le moderne cineprese digitali come l'ARRI Alexa 65 o la RED Monstro 8K VV utilizzano sensori più grandi per la registrazione widescreen nativa senza perdita di qualità dovuta alla mascheratura.
Storia e Sviluppo
Nel 1953, la 20th Century Fox introdusse il processo CinemaScope con "La tunica", sviluppato da Henri Chrétien. Paramount rispose nel 1954 con VistaVision ("Bianco Natale"), mentre MGM sviluppò la Camera 65 per "Ben Hur" (1959). Questi formati nacquero come reazione alla concorrenza televisiva e miravano a offrire un'esperienza cinematografica impossibile da replicare a casa. Alla fine degli anni '60, l'1,85:1 si affermò come formato widescreen standard negli Stati Uniti, mentre l'Europa rimase prevalentemente sull'1,66:1. Dagli anni '90, il formato anamorfico 2,39:1 (tecnicamente 2,35:1) domina le produzioni blockbuster.
Uso Pratico nel Cinema
Sergio Leone utilizzò nel suo epico western "C'era una volta il West" (1968) il formato 2,35:1 per riprese in estremo grandangolo del paesaggio desertico e per primi piani estremi nella stessa inquadratura. Christopher Nolan alterna consapevolmente in i suoi film tra IMAX (1,43:1) e anamorfico 2,39:1 per visualizzare diversi livelli narrativi. Ridley Scott predilige le ottiche anamorfiche per i loro caratteristici flare e i cerchi di bokeh ovali. Le moderne produzioni in streaming come "The Crown" utilizzano il 2:1 come compromesso tra l'estetica cinematografica e la presentazione televisiva.
Confronto e Alternative
Mentre la classica televisione 4:3 corrisponde all'Academy Ratio, il 16:9 (1,78:1) si è affermato come standard HDTV. L'IMAX, con il suo 1,43:1, offre molte più informazioni verticali rispetto ai formati widescreen convenzionali. L'Ultra Panavision 70 raggiunge un'ampiezza d'immagine estrema con il 2,76:1, ma è stato utilizzato solo per pochi film come "The Hateful Eight" (2015). I moderni schermi LED nella produzione virtuale supportano rapporti d'aspetto variabili durante la ripresa, eliminando la necessità di adattamenti di formato successivi.