Modificatore di luce a forma di cuneo in acrilico o alluminio nero opaco, che produce una caduta graduale della luce senza bordi d'ombra netti. Dimensioni standard 30–60 cm con angoli di 15°, 30° o 45°.
Dettagli Tecnici
I cunei standard misurano tra 30-60 cm di larghezza e presentano angoli di cuneo di 15°, 30° o 45°. Lo spessore del materiale varia da 2-8 mm, con versioni più sottili che creano un gradiente più sottile. Sono realizzati in acrilico nero opaco, alluminio o materiali tessili speciali (Cinefoil). Le varianti magnetiche si fissano direttamente agli alloggiamenti metallici delle luci, mentre le versioni universali vengono montate tramite bracci grip standard. I cunei doppi combinano due forme di cuneo contrapposte per motivi di ombreggiatura più complessi.
Storia & Sviluppo
I primi cunei di luce nacquero negli anni '40 negli studi di Hollywood come evoluzione delle bandiere rigide (Flags). Il direttore della fotografia Gregg Toland sperimentò con forme di cuneo autocostruite in cartone per "Citizen Kane" (1941). Mole-Richardson introdusse i primi cunei metallici prodotti industrialmente nel 1952. Negli anni '70 si affermarono i cunei tessili flessibili, sviluppati da Lee Filters. I moderni pannelli LED hanno integrato simulazioni digitali di cunei tramite controllo app a partire dal 2010.
Uso Pratico nel Cinema
In "Blade Runner 2049" (2017), Roger Deakins utilizzò sistematicamente i cunei per la modellazione dei volti nelle scene di interrogatorio. Il graduale calo della luce accentua la tensione psicologica senza bordi d'ombra netti. L'uso standard avviene nei ritratti per ridurre la brillantezza della fronte o nelle riprese di prodotti per ombre sfumate dall'aspetto naturale. I cunei eliminano i riflessi indesiderati delle lenti in modo più mirato rispetto all'ombreggiatura completa tramite bandiere. La transizione morbida impedisce bordi d'ombra visibili sul soggetto, garantendo al contempo un controllo preciso della luce.
Confronto & Alternative
A differenza delle bandiere, i cunei non creano bordi di taglio netti, mentre gli scrim riducono uniformemente tutta la luce. I moderni pannelli LED con pixel mapping possono simulare digitalmente effetti di cuneo, ma non raggiungono la precisione fisica dei cunei analogici su superfici riflettenti. I gobos creano motivi specifici, mentre i cunei esclusivamente ombre sfumate. Negli angoli di campo estremamente ampi, i cunei fisici sono limitati dalle loro dimensioni; qui le soluzioni digitali o le correzioni successive nel processo DI offrono maggiore flessibilità.