Inquadratura che mostra tre persone contemporaneamente, tipicamente ripresa con 28-50mm da 3-5m di distanza a f/4-f/8.
Dettagli Tecnici
I piani a tre persone (Dreier) richiedono tipicamente focali tra 28-50mm su pellicola 35mm o equivalenti sensori, per inquadrare tre persone senza distorsioni significative. Con un posizionamento standard degli attori, con una distanza di 1,2-1,5 metri tra le persone esterne, la distanza ottimale della cinepresa è di 3-5 metri. Dominano tre varianti principali: il piano lineare (tre persone affiancate), il piano triangolare (disposizione a triangolo con una persona in primo piano) e il piano sfalsato (diverse profondità di campo). La profondità di campo deve coprire almeno 2-3 metri, il che richiede diaframmi da f/4 a f/8 con la maggior parte delle focali.
Storia & Sviluppo
Gli studi MGM, sotto la direzione di produzione di Irving Thalberg, stabilirono per la prima volta nel 1927 protocolli sistematici per i piani a tre persone (Three-Shot) per le scene d'insieme. Il regista George Stevens perfezionò nel 1939 in "Gunga Din" la composizione triangolare per la dinamica dei piani a tre persone. La Nouvelle Vague rivoluzionò a partire dal 1959 il piano a tre persone classico con movimenti di macchina a mano e composizioni asimmetriche. L'elaborazione digitale delle immagini ha reso possibili, a partire dagli anni '90, aggiustamenti successivi dell'immagine, consentendo la realizzazione di piani a tre persone anche in condizioni di ripresa subottimali.
Uso Pratico nel Cinema
Sergio Leone utilizzò piani a tre persone in extreme wide-shot in "C'era una volta il West" (1968) per la scena della stazione con obiettivi da 65mm da una distanza di 15 metri. I classici piani triangolari dominano le scene d'interrogatorio, come in "L.A. Confidential" (1997), dove Curtis Hanson posiziona due detective in primo piano contro un sospettato sullo sfondo. Le produzioni comiche prediligono i piani lineari per gag dipendenti dal timing, poiché tutte le reazioni rimangono percepibili simultaneamente. I piani a tre persone riducono la frequenza di montaggio in media del 30% rispetto a inquadrature singole alternate, accelerando così notevolmente le riprese.
Confronto & Alternative
A differenza del piano a due persone (Two-Shot), il piano a tre persone richiede un'illuminazione più complessa, poiché tre volti devono essere illuminati uniformemente. I Master-Shots con più di tre persone sono già considerati inquadrature d'insieme con regole compositive diverse. Le sequenze Shot-Reverse-Shot sostituiscono i piani a tre persone in scene ricche di dialoghi, ma comportano tempi di montaggio più lunghi del 40-60%. I moderni setup multi-camera catturano i piani a tre persone simultaneamente da angolazioni diverse, creando così opzioni di montaggio alternative senza riprese aggiuntive.