Lenti di vetro specializzato radioattivo di Kodak, Pentax e Zeiss con alto indice di rifrazione per nitidezza straordinaria. L'ingiallimento da radiazione gamma produce un aspetto caldo caratteristico.
Dettagli Tecnici
Il vetro al torio (Schott LaK-9, Ohara LAH-10) raggiunge un valore Abbe di 47-52 con un indice di rifrazione eccezionalmente alto. Kodak utilizzò il vetro al torio principalmente in obiettivi grandangolari e teleobiettivi della serie Professional, tra cui il leggendario Ektar 32mm f/1.9. La radioattività è di 0,01-0,1 mR/h misurata direttamente sull'obiettivo. Pentax impiegò il materiale negli obiettivi Super-Multi-Coated Takumar, in particolare nei 50mm f/1.4 e 55mm f/1.8. La colorazione è causata dalla formazione di centri di colore quando i raggi gamma alterano la struttura cristallina del vetro.
Storia & Sviluppo
Schott sviluppò i primi vetri al torio per ottiche militari nel 1939. Kodak introdusse obiettivi commerciali al torio nel 1946, seguita da Pentax (1964) e Mamiya (1967). Il picco si ebbe tra il 1950 e il 1975, quando produttori come Schneider-Kreuznach e Rodenstock utilizzarono elementi al torio in obiettivi di grande formato. Nel 1982 Pentax cessò la produzione, e altri produttori seguirono fino al 1990. Gli odierni vetri al lantanio (La₂O₃) sostituiscono il torio senza effetti collaterali radioattivi.
Uso Pratico nel Cinema
Gli obiettivi al torio hanno plasmato l'estetica degli anni '60-'70 grazie alla loro eccezionale nitidezza e al contrasto caratteristico. Stanley Kubrick utilizzò lo Zeiss Planar 50mm f/0.7 (contenente torio) per le scene a lume di candela in "Barry Lyndon" (1975). Gli obiettivi al torio ingialliti producono un look caldo e dorato che alcuni direttori della fotografia utilizzano intenzionalmente. Il trattamento UV con 6-8 ore di luce solare diretta può ridurre temporaneamente l'ingiallimento. La pulizia professionale richiede una certificazione di protezione dalle radiazioni.
Confronto & Alternative
Gli odierni vetri ED (Extra-low Dispersion) e le lenti in fluorite raggiungono proprietà ottiche simili senza radioattività. I vetri al lantanio crown offrono indici di rifrazione comparabili con una resa cromatica neutra. Gli obiettivi al torio rimangono ricercati per le loro proprietà di rendering uniche: la loro minima vignettatura e il bokeh caratteristico sono difficilmente replicabili con i design moderni. Obiettivi da collezione come il Canon 50mm f/0.95 o il Leica Noctilux utilizzano oggi elementi asferici al posto del torio.