35mm a gate pieno senza traccia ottica — massima immagine tra i fori. Standard degli studi dagli anni 80 fino alla transizione digitale.
Il Super 35mm è nato da una considerazione pragmatica: perché sprecare spazio sulla pellicola per una colonna sonora ottica, quando si possono utilizzare i millimetri aggiuntivi per maggiori informazioni visive? Mentre il 35mm standard utilizza quattro fori di perforazione per fotogramma e riserva spazio per la colonna sonora, il Super 35mm sfrutta al massimo il fotogramma tra i fori di perforazione — questo produce un rapporto d'aspetto di circa 2,39:1 senza colonna sonora ottica. La tecnologia ha fatto breccia a partire dagli anni '80, poiché le produzioni registravano l'audio in digitale, rendendo obsoleta la classica colonna sonora analogica.
Sul set, il Super 35mm si nota soprattutto nella composizione dell'immagine: la maggiore superficie del sensore — paragonabile al successivo Full-Frame digitale — significa una grana più fine, meno rumore a parità di esposizione e maggiore flessibilità nella scelta della lunghezza focale. Telecamere come la Panavision PSR o i vecchi magazzini Kodak lavoravano con questo formato. Si ottiene la massima luminosità per quasi ogni ottica, cosa fondamentale per materiale ad alta sensibilità (800 ASA, 1000 ASA). Il fotogramma più grande permetteva anche un cropping meno aggressivo nel mastering DCP — importante per i registi che desideravano un classico feeling Cinemascope senza ottiche anamorfiche.
Nella digitalizzazione — scansione e workflow DCI — il formato esprime i suoi punti di forza. Le pellicole Super 35mm possono essere scansionate a risoluzioni più elevate rispetto al 35mm standard, senza che la grana diventi un problema. Questo crea un caratteristico look cinematografico che le telecamere digitali 6K cercano ancora oggi di replicare. Mentre l'era analogica prediligeva il Super 35mm, le telecamere digitali hanno adottato il concetto di sensore massimo — non è un caso che oggi spesso chiamiamo i sensori Full-Frame secondo questo principio.
In pratica, il Super 35mm significa anche: cambiano gli standard ottici. Gli obiettivi con attacco PL hanno dovuto essere ridisegnati per coprire il piano immagine più ampio. Le vecchie ottiche si adattavano formalmente, ma spesso producevano vignettatura. Le produzioni moderne in Super 35mm, come i workflow digitali con RED o ALEXA, operano di fatto nello stesso spazio ottico — ecco perché le differenze tra il film classico e il moderno Super 35mm digitale oggi sono sfumate. Il formato rimane un punto di riferimento, non perché giriamo ancora in analogico, ma perché ha definito le proporzioni corrette e il rapporto sensore giusto per la narrazione cinematografica.