Filtro ottico che influisce solo su metà dell'inquadratura—consente la messa a fuoco simultanea a distanze diverse senza focus pulling.
Dettagli Tecnici
Gli split diottrici sono tipicamente realizzati con poteri da +0,5 a +3 diottrie, con +1 e +1,5 diottrie le più comunemente utilizzate. La metà della diottria può essere molata convessa (+) e concava (-). Le dimensioni standard dei filtri vanno da 77 mm a 138 mm per obiettivi professionali. La linea di demarcazione tra le due metà è solitamente verticale, ma può essere posizionata orizzontalmente o diagonalmente ruotando la montatura del filtro. Gli split diottrici di alta qualità utilizzano vetri multistrato per minimizzare i riflessi.
Storia & Sviluppo
Brian De Palma ha reso popolare lo split diottrico negli anni '70, dopo che il direttore della fotografia Vilmos Zsigmond lo utilizzò in modo prominente per la prima volta in "McCabe & Mrs. Miller" (1971). La tecnica si è evoluta dalla macrofotografia, dove le lenti close-up divise venivano già utilizzate negli anni '60. Produttori come Tiffen e Schneider Optics iniziarono la produzione in serie di split diottrici speciali per cineprese a partire dal 1972.
Uso Pratico nel Cinema
"Carrie" (1976) di De Palma mostra inquadrature classiche con split diottrico, ad esempio quando il viso di Carrie in primo piano e sua madre sullo sfondo sono entrambi a fuoco contemporaneamente. Paul Thomas Anderson ha utilizzato la tecnica in "Boogie Nights" (1997) per conversazioni telefoniche in cui entrambi gli interlocutori appaiono a fuoco su diversi piani dell'immagine. Lo split diottrico sostituisce complessi cambi di messa a fuoco (focus pull) e riduce il numero di tagli necessari. Uno svantaggio è la zona di sfocatura visibile lungo la linea di demarcazione, che deve essere abilmente mascherata dalla composizione dell'immagine.
Confronto & Alternative
A differenza delle lenti close-up convenzionali (+ diottrie), che influenzano l'intero campo visivo, lo split diottrico agisce solo su una metà dell'immagine. Le alternative moderne includono la post-produzione digitale con piani di messa a fuoco separati o obiettivi deep-focus con estrema profondità di campo. Gli obiettivi tilt-shift offrono possibilità creative simili, ma richiedono una precisa regolazione meccanica. Mentre le tecniche di compositing digitale sono più flessibili, solo lo split diottrico ottico crea l'estetica visiva caratteristica con la sua netta separazione della messa a fuoco in tempo reale.