Inquadratura isolata del prodotto con profondità di campo f/8–f/11 e illuminazione a tre punti, che mostra logo o confezione fuori contesto narrativo.
Dettagli Tecnici
I packshot standard vengono realizzati con una profondità di campo da f/8 a f/11 per mettere a fuoco l'intero prodotto. L'illuminazione avviene solitamente con un setup a tre punti luce: Key Light a 45°, Fill Light a -30° e Rim Light a 135°, ciascuno rispetto all'asse della telecamera. Le produzioni moderne utilizzano sempre più packshot a 360° con piatti girevoli motorizzati (0,5-2 giri/min) o setup multi-angolo con un massimo di otto telecamere sincronizzate. Per i liquidi si utilizzano telecamere ad alta velocità con 120-1000 fps.
Storia e Sviluppo
Il primo packshot documentato risale al 1962 in uno spot pubblicitario della Coca-Cola di McCann Erickson. Il regista Hal Riney stabilì nel 1974 l'"Hero Shot" come elemento drammaturgico all'interno di spot narrativi. Con l'introduzione delle tecniche di compositing digitale a partire dal 1995, divennero possibili i packshot CGI, in grado di rappresentare impossibilità fisiche. Dal 2010 dominano i packshot 3D fotorealistici, specialmente nella pubblicità automobilistica, dove l'80% di tutte le riprese di veicoli viene generato digitalmente.
Uso Pratico nel Cinema
Nei lungometraggi, i packshot fungono da marcatori narrativi: il pacchetto di sigarette in "Blade Runner" (1982), il logo Pepsi in "Ritorno al Futuro II" (1989) o la bottiglia di Corona nei film di "Fast & Furious". Il Product Placement utilizza packshot di 1-2 secondi, in cui il logo deve occupare almeno il 30% della larghezza dell'immagine per essere legalmente considerato pubblicità. I film per bambini utilizzano in media 12 packshot per 90 minuti di durata.
Confronto e Alternative
I packshot si differenziano dai Beauty Shot per il loro contesto commerciale e dagli Insert Shot per la rappresentazione isolata. I Lifestyle Shot mostrano i prodotti in situazioni d'uso, mentre i Packshot astraggono il prodotto. I Cut-Away integrano i prodotti narrativamente, i Packshot interrompono deliberatamente il flusso narrativo. I Virtual Packshot tramite Unreal Engine sostituiscono sempre più le riprese fisiche, riducono i costi di produzione fino al 60% e consentono modifiche dell'ultimo minuto senza nuove riprese.