Trasferisce le composizioni musicali cinematografiche in partiture orchestrali eseguibili per 20–40 sistemi strumentali, considerando le gamme di frequenza da 16 Hz a 4.186 Hz.
Dettagli Tecnici
Un orchestratore cinematografico lavora contemporaneamente con partiture di 20-40 sistemi e deve tenere conto di registri che vanno da 16,35 Hz (contrabbasso) a 4.186 Hz (ottavino). Modernamente, gli orchestratori utilizzano software come Sibelius o Finale, che creano automaticamente parti trasposte per strumenti a fiato, come clarinetti in Si♭ (che suonano un tono intero più basso) o corni in Fa (una quinta più bassa). La partitura contiene indicazioni dinamiche precise da ppp (-40 dB) a fff (+20 dB) e segni di articolazione per tecniche esecutive come tremolo, pizzicato o glissando.
Storia & Sviluppo
Nel 1933, Max Steiner introdusse per la prima volta l'orchestrazione sistematica a Hollywood con "King Kong", componendo e orchestrando lui stesso. A partire dagli anni '40, la divisione del lavoro tra compositore e orchestratore si consolidò a causa della pressione temporale: John Williams collabora continuamente con l'orchestratore Herbert Spencer dal 1974. Danny Elfman collabora con Steve Bartek dal 1985, il quale traduce le combinazioni strumentali spesso non convenzionali di Elfman in partiture eseguibili. La digitalizzazione dal 2000 permette oggi mock-up con librerie di campioni come Vienna Symphonic Library, che trasmettono agli orchestratori idee sonore precise.
Uso Pratico nel Cinema
In "Star Wars" (1977), Herbert Spencer orchestrò gli schizzi per pianoforte di John Williams per la London Symphony Orchestra in sole tre settimane. Thomas Newman compone demo elettroniche che il suo orchestratore William Ross traduce in partiture ibride per orchestra più sintetizzatori, come in "1917" (2019). Hans Zimmer lavora diversamente: programma versioni elettroniche complete che orchestratori come Bruce Fowler trasferiscono in notazione orchestrale, dove spesso solo il 30-50% viene effettivamente suonato orchestralmente.
Confronto & Alternative
L'arrangiatore elabora musica esistente per nuove formazioni, mentre l'orchestratore strumenta composizioni originali. L'orchestrazione MIDI con software come NotePerformer sta sostituendo sempre più i semplici compiti di orchestrazione, ma non raggiunge la sfumatura dell'esperienza umana in passaggi complessi. Gli score ibridi combinano elementi basati su campioni con orchestra dal vivo, dove l'orchestratore decide quali strumenti vengono suonati dal vivo - solitamente archi e assoli di fiati, mentre le percussioni rimangono spesso digitali.