Suono proveniente da fonti visibili sullo schermo, registrato sincrono con l'azione della telecamera. Catturato tramite microfoni direzionali fino a 3 metri o sistemi wireless a lavalliera.
Dettagli Tecnici
La registrazione avviene principalmente tramite microfoni direzionali con una direttività di 60-90 gradi o microfoni lavalier con caratteristica omnidirezionale (-3dB a 360 gradi). Con una frequenza di fotogrammi standard di 24fps, la registrazione audio deve essere sincronizzata a 48kHz/24bit, con una deviazione massima tollerabile di ±0,1 fotogrammi. I microfoni shotgun raggiungono distanze fino a 3 metri con una comprensibilità vocale accettabile (>-12dB Signal-to-Noise-Ratio). I sistemi wireless per microfoni lavalier operano nella gamma di frequenza 470-790 MHz con una latenza inferiore a 3ms.
Storia & Sviluppo
Il primo utilizzo commerciale del suono sincronizzato on-screen avvenne nel 1927 in "Il cantante di jazz" con il sistema Vitaphone della Warner Bros. Nel 1931, RCA introdusse il processo del suono ottico su pellicola, che rimase lo standard industriale fino al 1955. L'introduzione del Nagra III (1958) rivoluzionò la registrazione audio in esterni grazie alla registrazione sincrona portatile. Il Digital Audio Tape (DAT) sostituì le macchine a nastro analogiche a partire dal 1987, ma fu a sua volta soppiantato nel 2001 dai registratori a stato solido come il Sound Devices 744T.
Uso Pratico nel Cinema
In "Non è un paese per vecchi" (2007), i fratelli Coen rinunciarono completamente alla colonna sonora, affidandosi esclusivamente al suono on-screen, conferendo così a ogni rumore un significato narrativo. "A Quiet Place" (2018) utilizza un suono on-screen minimo per creare tensione, dove ogni elemento udibile segnala un potenziale pericolo di vita. Il flusso di lavoro standard comprende la registrazione con boom sul set, il backup tramite sistemi wireless e la post-sincronizzazione per le riprese problematiche. La durata della produzione si allunga del 15-20% rispetto alla sola post-sincronizzazione.
Confronto & Alternative
Il suono off-screen proviene da fonti non visibili ed espande lo spazio narrativo oltre l'inquadratura. La voce fuori campo esiste completamente al di fuori della diegesi. L'ADR (Automated Dialogue Replacement) sostituisce il suono on-screen problematico in post-produzione, ma raggiunge solo l'85% della sincronizzazione labiale originale. Le alternative moderne includono la pulizia vocale basata sull'IA (iZotope RX10) e il tracciamento audio spaziale tramite microfoni Ambisonic per produzioni VR.