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Jupiter-3
Macchina da presa · Termini

Jupiter-3

Murnau AI illustration
flow para roll take

Obiettivo standard sovietico 50mm f/1.5 (1947–1990) basato su design Zeiss Sonnar. Estremamente luminoso per disponible light; bokeh morbido caratteristico a diaframma aperto.

Definizione

Il Jupiter-3 è un obiettivo cinematografico sovietico con una lunghezza focale di 50 mm e un'apertura massima di f/1.5, prodotto in varie versioni tra il 1947 e gli anni '90 per attacchi a vite Leica-M39 e fotocamere Zorki. L'obiettivo si basa sul design tedesco Zeiss Sonnar 50mm f/1.5 ed è considerato uno degli obiettivi standard più luminosi del suo tempo. Il nome deriva dal dio romano Giove, in linea con la tradizione sovietica di nominare gli obiettivi in base a pianeti e divinità.

Dettagli Tecnici

Il Jupiter-3 utilizza una costruzione a 7 lenti in 3 gruppi secondo lo schema Sonnar, con una messa a fuoco minima a partire da 1 metro. La montatura del filtro misura 40,5 mm, l'obiettivo pesa 230 grammi con una lunghezza di 47 mm. È stato prodotto principalmente nello stabilimento Arsenal di Kiev e da KMZ (Krasnogorsk). Esistevano tre varianti principali: la versione iniziale (1947-1954) in ottone cromato, il periodo intermedio (1954-1972) con finitura nera e la variante tardiva (1972-anni '90) con trattamento antiriflesso migliorato. La regolazione del diaframma avviene tramite un anello con scatti da f/1.5 a f/16.

Storia e Sviluppo

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'Unione Sovietica copiò sistematicamente i design degli obiettivi tedeschi come riparazione di guerra. Il Jupiter-3 nacque nel 1947 come adattamento diretto dello Zeiss Sonnar 50mm f/1.5 da parte di ingegneri sovietici. Arsenal e KMZ produssero circa 500.000 unità fino agli anni '90. Negli anni '60, l'obiettivo ricevette un trattamento antiriflesso multistrato che ridusse la luce diffusa. La produzione cessò solo con il crollo dell'Unione Sovietica, quando divennero disponibili obiettivi occidentali.

Uso Pratico nel Cinema

I cineasti sovietici utilizzarono ampiamente il Jupiter-3 per ritratti e scene in luce ambientale in film come "Stalker" (1979) e "Solaris" (1972) di Tarkovskij. L'estrema apertura f/1.5 consentiva riprese in condizioni di scarsa illuminazione senza illuminazione aggiuntiva. Il bokeh caratteristico con una leggera sovracorrezione dell'aberrazione sferica crea un look morbido e onirico. I cineasti moderni apprezzano la caratteristica visiva vintage per produzioni indipendenti. La profondità di campo a f/1.5 è molto morbida, diventando significativamente più nitida a partire da f/2.8.

Confronto e Alternative

Rispetto all'originale Zeiss Sonnar, il Jupiter-3 presenta una leggera maggiore aberrazione cromatica, ma una resa di nitidezza comparabile. Il contemporaneo Leica Summilux 50mm f/1.4 offriva una maggiore precisione ottica, ma costava dieci volte tanto. Alternative moderne come il Voigtländer Nokton 50mm f/1.5 o il 7artisans 50mm f/1.1 offrono una luminosità simile con trattamenti antiriflesso moderni. Per un look vintage autentico, il Jupiter-3 rimane insuperato, mentre per la massima qualità d'immagine si raccomandano costruzioni moderne.

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