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Pollici al secondo
Suono

Pollici al secondo

Inches Per Second
Murnau AI illustration
tape speed bits per second bit rate

Velocità della bobina su nastro magnetico — 15 o 7,5 IPS erano lo standard di produzione. Determinava qualità audio e rumore di fondo.

La velocità del nastro determina la rapidità con cui il nastro magnetico scorre attraverso la testina, misurata in pollici al secondo (IPS). 15 IPS era lo standard d'oro per la produzione cinematografica professionale, mentre 7,5 IPS era la variante economica per il doppiaggio o l'archivio. La differenza influisce direttamente sulla risposta in frequenza, sul rapporto segnale-rumore e sulla durata. Più veloce scorre il nastro, maggiore è lo spazio occupato da ogni secondo registrato, il che significa minore compressione della traccia magnetica, una gamma di alte frequenze più pulita, meno rumore di fondo del nastro e wow-flutter.

Sul set, ciò significava concretamente: chi utilizzava 15 IPS poteva registrare bobine più lunghe e doveva cambiarle meno spesso, ma pagava molto di più per il materiale del nastro. Con 7,5 IPS, la durata di riproduzione su una bobina raddoppiava, il che era pratico per lunghe giornate di riprese, ma la risposta in frequenza ne risentiva, specialmente nelle medie e alte frequenze. Le registrazioni audio sincrone con collegamento diretto alla telecamera venivano spesso effettuate a 7,5 IPS; musica e dialoghi in studio venivano sempre registrati a 15 IPS. La scelta della velocità non era quindi solo una decisione tecnica, ma anche economica, che il tecnico del suono doveva concordare con la produzione.

L'effetto pratico: a 15 IPS, una sezione di fiati suonava più spaziosa, più presente, meno compressa; a 7,5 IPS, lo stesso take risultava più piatto, le sibilanti si attenuavano, il rumore di fondo del nastro emergeva più chiaramente. Per questo motivo, le registrazioni critiche, come dialoghi che richiedevano molta intelligibilità o musica con un ampio spettro di frequenze, venivano sempre registrate ad alta velocità. Un tecnico sul campo durante una sessione di doppiaggio con audio originale scadente non poteva fare molto con 7,5 IPS. Con 15 IPS, invece, si avevano delle riserve.

Nella fase di montaggio e mixaggio, la velocità del nastro del master giocava un ruolo importante per le successive lavorazioni di copia; le copie magnetiche realizzate a bassa velocità mostravano perdite generazionali più evidenti. Chi archiviava passava spesso a 7,5 IPS; chi doveva ancora lavorare in seguito se ne pentiva. La velocità era quindi non solo un parametro di registrazione, ma anche di conservazione a lungo termine, un aspetto che è completamente scomparso nei moderni flussi di lavoro digitali, ma che all'epoca era cruciale.

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