Recitazione esagerata e innaturale, fuori carattere — gesti enormi, voce forzata, emozione forzata. Errore comune degli attori inesperti.
Sul set lo riconosci subito: l'attore non interpreta più il personaggio, ma recita la recitazione. I movimenti diventano più ampi, la voce più alta, le emozioni messe in scena invece di essere vissute. Questo è Ham — e distrugge la credibilità di una scena in pochi secondi.
L'Ham nasce spesso dall'insicurezza. Un attore inesperto pensa di dover raggiungere il pubblico, quindi esagera. Oppure la pressione è troppo alta — troppi sguardi, troppe poche riprese, voci troppo alte sul set — e l'attore perde la concentrazione interiore. Improvvisamente ogni gesto sembra forzato, ogni frase declamata. Come regista te ne accorgi durante le riprese: la performance non è giusta, è appariscente.
La cosa insidiosa: l'Ham non è sempre ovvio. A volte bisogna guardare il materiale di montaggio. Una scena che sul set sembrava ancora «grande», diventa una caricatura in un primo piano. Ecco perché il controllo del monitor è così importante — devi vedere come la telecamera cattura l'attore, non come lui percepisce se stesso. A teatro l'eccesso può funzionare; davanti all'obiettivo è veleno.
I rimedi: primo — comunicazione diretta. Non dire all'attore «era troppo», ma mostrargli nel montaggio come appare. Secondo — meno è meglio. Movimenti più sottili, voce più bassa, emozioni interiori invece di spettacolo esteriore. Terzo — una seconda o terza ripresa nello stesso ritmo, spesso l'attore si rilassa da solo. A volte aiuta anche una conversazione tranquilla prima delle riprese per ridurre la pressione.
L'Ham non è un fallimento morale dell'attore — è un problema tecnico che può essere risolto. Gli attori professionisti hanno imparato a mettere la loro piena forza emotiva nelle gestualità minime di cui la telecamera ha bisogno. Questa è l'arte: sentimento senza kitsch, intensità senza esagerazione. Chi padroneggia questo, appare reale — non importa quanto grande sia la tempesta interiore.