Promozione non convenzionale a budget minimo — azioni di strada, flash mob, sorprese invece di pubblicità classica. Funziona solo se diventa virale.
Durante le riprese di un film a basso budget, hai bisogno di attenzione senza un vero budget pubblicitario. Il guerrilla marketing crea proprio questo: sfrutti spazi pubblici, effetti sorpresa e la disponibilità delle persone a filmare e condividere cose insolite. Un flash mob davanti al cinema, street art con il poster del tuo film in luoghi dove le telecamere sono garantite, o una "scena" inscenata al supermercato che appare così assurda da far tirare fuori i telefoni: questa è la valuta.
Il colpo di genio sta nel fatto che non paghi per le impressioni, ma fai in modo che le persone diffondano il tuo progetto da sole. Una buona azione di guerrilla costa spesso meno di 500 euro tra materiali e tempo, ma genera migliaia di visualizzazioni e soprattutto credibilità, perché sembra autentica, non pubblicità comprata. Hai però bisogno di un angolo chiaro: cosa c'è di così inaspettato o divertente da far fermare le persone? Una campagna disturbante per un film horror può funzionare meglio di una per una commedia romantica.
Sul set o in post-produzione, avrai bisogno di un piano di documentazione. Manda un operatore o usa più telefoni per catturare le reazioni. Il materiale stesso diventerà parte della promozione: il "dietro le quinte" dell'azione spesso funziona meglio dell'originale. Importante: chiarezza legale. Ciò che è legale dipende dal luogo. Un permesso della città per la street art ti risparmierà un sacco di guai in seguito.
Il punto debole è la controllabilità. Un'azione può anche andare storta, diventare virale negativamente o essere ignorata dal pubblico di riferimento. Per questo il guerrilla marketing funziona meglio se combinato con un mirato seeding sui social media: carichi la versione migliore online da solo, prima che concorrenti o critiche negative prendano il sopravvento sulla narrazione. Pensa alle campagne classiche: un poster di un film per strada è pubblicità. Un poster di un film così disturbante o creativo da far sì che le persone lo fotografino e ne discutano, è guerrilla marketing. Il confine corre tra "messaggio" ed "esperienza".