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Rotazione della messa a fuoco
Macchina da presa · Termini

Rotazione della messa a fuoco

Focus Rotation
Murnau AI illustration
flow focus para roll take

Rotazione meccanica dell'anello di fuoco dell'obiettivo per spostare il piano di nitidezza. Le ottiche cinematografiche utilizzano passo 0,8mm con rapporto di riduzione 1:3 a 1:8 per follow focus precisi.

Dettagli Tecnici

Gli obiettivi cinematografici standard utilizzano la rotazione meccanica della messa a fuoco con un passo di 0,8 mm tra le filettature dell'anello di messa a fuoco. La traduzione avviene tramite ingranaggi con rapporti tra 1:3 e 1:8, che consentono precise micro-regolazioni. Gli obiettivi cine offrono una rotazione lineare della messa a fuoco, in cui angoli di rotazione uguali producono spostamenti proporzionali della nitidezza. Gli obiettivi fotografici, invece, utilizzano spesso caratteristiche non lineari con rotazione accelerata nel campo lontano. I sistemi Follow-Focus intervengono sulla rotazione della messa a fuoco tramite corone dentate standardizzate da 0,8 e consentono rapporti di trasmissione fino a 1:4 per una precisione estrema.

Storia & Sviluppo

La rotazione meccanica della messa a fuoco si affermò nel 1923 con i primi obiettivi Cooke Panchro, che posizionavano un anello di messa a fuoco dedicato al di fuori dell'anello del diaframma. In precedenza, la regolazione della nitidezza avveniva tramite lo spostamento assiale di interi gruppi di lenti. Nel 1952, Angenieux introdusse lo standard di 270° per gli obiettivi zoom, ancora utilizzato oggi. Il controllo elettronico della messa a fuoco integrò la rotazione meccanica a partire dal 1995, ma non la sostituì mai completamente. Gli obiettivi moderni combinano entrambi i sistemi e offrono opzioni di commutazione tra rotazione manuale e motorizzata della messa a fuoco.

Uso Pratico nel Cinema

In "Citizen Kane" (1941), Gregg Toland utilizzò estreme carrellate di messa a fuoco sull'intero range di rotazione per creare composizioni a profondità di campo estesa. "The Matrix" (1999) impiegò la rotazione della messa a fuoco telecomandata per le famose sequenze Bullet-Time, in cui 120 telecamere sincronizzate eseguivano identici movimenti di messa a fuoco. I First AC (Focus Puller) contrassegnano i punti focali critici con nastro adesivo sull'anello di messa a fuoco ed eseguono movimenti di rotazione secondo precisi piani temporali. Nelle riprese con Steadicam, la rotazione della messa a fuoco avviene tramite controllo remoto via radio con sistemi Follow-Focus motorizzati, poiché l'azionamento manuale diventa impossibile.

Confronto & Alternative

La rotazione della messa a fuoco si distingue dal focus breathing, che descrive le variazioni di lunghezza focale dovute alla messa a fuoco. I sistemi di autofocus sostituiscono la rotazione manuale con servomotori, ma offrono un minor controllo creativo sui movimenti di messa a fuoco. I sistemi Wireless Follow-Focus come Preston FIZ trasmettono comandi di rotazione digitalmente e consentono carrellate di messa a fuoco complesse e programmabili. Nelle riprese con obiettivi grandangolari estremi inferiori a 14 mm, la rotazione della messa a fuoco diventa trascurabile, poiché la profondità di campo diventa quasi infinita. Gli obiettivi anamorfici, a causa delle loro particolari caratteristiche costruttive, richiedono spesso una rotazione della messa a fuoco potenziata con rapporti di trasmissione fino a 1:12.

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