L'estensione spaziale dell'inquadratura — piano generale a primissimo piano. Controlla l'informazione e l'intimità emotiva.
La dimensione dell'inquadratura determina quanta parte dello spazio e quante informazioni lo spettatore vede in un fotogramma — e di conseguenza, quanto è vicino al dramma. Sul set funziona come un termostato: più la cinepresa si avvicina al volto, più intensa è l'emozione. Più è lontana, maggiore è l'orientamento spaziale e la comprensione del contesto.
In pratica, distinguiamo diverse posizioni. Il Campo Lunghissimo (o Establishing Shot) mostra il paesaggio completo, la casa, l'intera stanza — ci orientiamo su dove siamo. Il Campo Lungo mostra l'intera figura nello spazio, concede libertà di movimento e gioco spaziale. Il Piano Americano (o Mezza Figura) diventa lo standard nelle conversazioni, perché vediamo il volto e le mani senza sembrare troppo vicini. Il Primo Piano isola completamente il volto — qui avviene la vita interiore. Il Primissimo Piano zooma sui dettagli: un occhio, una bocca, una lacrima — condensazione emotiva totale, spesso inquietante o intima.
La dimensione dell'inquadratura determina anche il ritmo del montaggio. Tagli veloci tra primi piani appaiono affrettati ed emotivamente carichi. Lunghi piani in dimensione Establishing appaiono contemplativi, monumentali. Un singolo volto in Messa a Fuoco Profonda di un Campo Lungo può creare isolamento, anche se tutto lo spazio è visibile — questo avviene nella mente dello spettatore. Con le inquadrature Over-the-Shoulder (dal mezzo primo piano al primo piano) lavoriamo sulla dimensione dell'inquadratura per visualizzare vicinanza o distanza tra i personaggi — più vicini significa tensione, maggiore distanza significa conflitto o indifferenza.
Sul set, questo significa concretamente: la sceneggiatura non dice automaticamente quale dimensione dell'inquadratura ci serve. Una frase può apparire isterica in primissimo piano o riflessiva in campo lungo. Il regista e il direttore della fotografia devono negoziare questo insieme. Spesso giriamo diverse dimensioni — Master in mezzo, poi primo piano per la reazione, poi insert per il dettaglio. Nel montaggio combiniamo queste dimensioni in una grammatica narrativa. Non è un dettaglio tecnico, è significato.