Microfono robusto con diaframma Mylar e bobina di rame, senza batteria, sopporta fino a 140 dB di pressione sonora e resiste agli urti meccanici.
Dettagli Tecnici
I microfoni dinamici funzionano con una membrana in Mylar sottile da 0,02-0,05 mm, a cui è fissata una bobina di filo di rame con 50-100 spire. Il magnete permanente genera un campo magnetico di 0,1-0,3 Tesla, che produce tensioni di 1-10 mV durante i movimenti della membrana. L'impedenza varia tra 150-600 Ohm, il livello di pressione sonora massimo raggiunge 130-140 dB SPL. Le forme costruttive si differenziano in microfoni a membrana larga (Ø 25-34 mm) per applicazioni in studio e varianti a membrana piccola (Ø 12-20 mm) per usi mobili. Le caratteristiche direzionali spaziano dall'omnidirezionale al cardioide fino all'ipercardioide.
Storia & Sviluppo
Il primo microfono dinamico fu sviluppato da Ernst Siemens nel 1877 come evoluzione del suo telefono elettromagnetico. RCA lanciò nel 1931 con il 44A il primo microfono a nastro professionale sul mercato, mentre Electro-Voice introdusse nel 1938 il RE20 come primo microfono dinamico moderno per la radiodiffusione. Shure rivoluzionò nel 1966 con lo SM58 il settore live grazie a estrema robustezza e immunità al feedback. Dagli anni '80, i magneti al neodimio consentono forme costruttive più compatte con una maggiore tensione di uscita.
Uso Pratico nel Cinema
In "Mad Max: Fury Road" (2015), il tecnico del suono Ben Osmo utilizzò microfoni Shure SM57 montati direttamente sui veicoli per registrare i rumori del motore senza filtro antivento – solo i microfoni dinamici resistono a tali sollecitazioni meccaniche. Per le registrazioni dei dialoghi in ambienti rumorosi, come in "Dunkirk" (2017), vengono impiegati microfoni dinamici ipercardioidi, poiché attenuano i rumori di fondo fino a 20 dB. Nelle scene d'azione con esplosioni o spari, offrono il vantaggio di funzionare senza batteria e di sopportare livelli di pressione sonora fino a 140 dB, mentre i microfoni a condensatore vanno già in distorsione a 120 dB.
Confronto & Alternative
Rispetto ai microfoni a condensatore, i microfoni dinamici mostrano una minore sensibilità (-55 vs. -37 dBV/Pa), ma una maggiore stabilità meccanica e non richiedono alimentazione phantom. I microfoni a nastro, come forma speciale di trasduttori dinamici, offrono un suono più naturale, ma sono più fragili e costosi. Per le riprese all'esterno, i microfoni dinamici stanno sostituendo sempre più i microfoni a condensatore, poiché i moderni preamplificatori compensano la minore tensione di uscita. In ambienti di studio controllati, i microfoni a condensatore rimangono lo standard grazie alla loro maggiore risoluzione e alla risposta in frequenza estesa fino a 20 kHz.