Tecnica di stampa ottica per sovrapporre più negativi sequenzialmente su un fotogramma. Metodo classico di effetti in-camera, oggi storico ma fondamentale.
Stampare più negativi uno dopo l'altro sullo stesso nastro di pellicola: questa era l'idea centrale del procedimento Danlos. Un processo ottico dell'era analogica, in cui nel laboratorio degli effetti speciali si impressionavano sequenzialmente diverse riprese una sull'altra. Il nastro di pellicola veniva inserito nella macchina da stampa per ogni nuovo livello, e ogni strato si aggiungeva otticamente al risultato. Da non confondere con la semplice esposizione multipla in camera — qui si trattava di un controllo preciso in laboratorio per creare effetti di compositing puliti.
Il procedimento veniva utilizzato soprattutto per complessi effetti in camera: immagini speculari, apparizioni spettrali, transizioni split-screen senza maschera fisica. Il grande vantaggio era la purezza ottica — niente aloni, niente problemi di bordi come con le primitive maschere. Lo svantaggio: era richiesta un'accuratezza assoluta. Anche errori di micromillimetri durante il riavvolgimento si sommavano su più passaggi, e il risultato non era più correggibile. Un negativo rovinato significava ricominciare da capo — dispendioso in termini di tempo e costi. Per questo motivo era necessario uno storyboard di pianificazione esatto e marcature precise sul nastro di pellicola.
Con la digitalizzazione e il passaggio ai sistemi di compositing elettronici (Shake, Nuke, After Effects), il procedimento Danlos è diventato obsoleto. Digitalmente si potevano ottenere gli stessi effetti in modo più semplice, reversibile e con controllo illimitato. Oggi il procedimento si trova solo in produzioni più vecchie e come concetto storico nei restauri d'archivio. Interessante per ogni DoP che voglia capire come funzionavano i trucchi ottici prima dell'era digitale — e perché i colleghi di allora dovevano lavorare con tale scrupolosità. Il processo dimostra anche perché il compositing ottico è stato successivamente sostituito da procedimenti elettronici: flessibilità e capacità di iterazione non erano presenti.