Formato anamorphico widescreen del 1953, utilizza compressione 2x per la proiezione 2.35:1.
Esempi celebri · Cinemascope
Lawrence of Arabia
Le riprese anamorfiche di Freddie Young nel deserto arabo utilizzano l'estremo formato widescreen per rendere tangibile la solitudine e l'infinità dello spazio. L'ampiezza orizzontale del formato CinemaScope non è qui un espediente stilistico, ma una necessità drammaturgica, come in Lawrence d'Arabia.
Once Upon a Time in the West
Leone e Delli Colli padroneggiano la forza paradossale del formato CinemaScope: primissimi piani di volti che allo stesso tempo racchiudono l'epica vastità del West americano. Le lenti anamorfiche creano ellissi di bokeh caratteristiche che rendono l'immagine inconfondibile.
Blade Runner 2049
Roger Deakins ha fotografato il film con lenti anamorfiche per enfatizzare l'opprimente vastità di un mondo distopico, facendo apparire i personaggi minuscoli in un universo orizzontalmente allungato. La scelta del formato CinemaScope sottolinea l'isolamento tematico del protagonista in un ambiente travolgente.
The Grand Budapest Hotel
Wes Anderson utilizza consapevolmente tre diversi rapporti d'aspetto come marcatori storici, con il formato CinemaScope 2,35:1 che contrassegna il livello degli anni '60. Questo uso riflessivo del formato rende il CinemaScope stesso un portatore di significato, facendo riferimento al suo radicamento culturale in una specifica epoca cinematografica. L'hotel, in questo caso, è il Grand Budapest Hotel.
Fotogrammi ottenuti tramite l'API TMDB. Questo prodotto utilizza l'API TMDB ma non è approvato né certificato da TMDB. themoviedb.org ›
Dettagli Tecnici
Il sistema Cinemascope utilizza lenti anamorfiche con un fattore di compressione di 2:1 in orizzontale, mantenendo invariata la risoluzione verticale. Su pellicola da 35mm, si crea un'immagine compressa con un rapporto di 1,18:1, che viene poi allargata in proiezione a 2,35:1. La variante originale utilizzava quattro tracce audio magnetiche, ampliando il rapporto d'aspetto a 2,55:1. Le versioni moderne lavorano con tracce audio ottiche e il formato standardizzato 2,39:1. Il sistema genera caratteristici lens flare orizzontali e richiede una calibrazione precisa delle ottiche.
Storia & Sviluppo
Henri Chrétien sviluppò il procedimento anamorfico già nel 1926 con il nome di "Hypergonar". Fox acquisì i diritti nel 1952 e nel 1953 portò "La tunica" (The Robe) nei cinema come primo film in Cinemascope. Paramount seguì con "VistaVision", MGM con "Camera 65". Negli anni '60, Panavision si affermò come leader di mercato per i sistemi anamorfici. Oggi, cineprese digitali come l'Arri Alexa o i sistemi RED utilizzano moderne lenti anamorfiche di Panavision, Cooke o ARRI.
Uso Pratico nel Cinema
Classiche produzioni in Cinemascope come "Ben-Hur" (1959) o "Lawrence d'Arabia" (1962) sfruttarono il formato per spettacolari riprese di paesaggi. Film moderni come "Blade Runner 2049" o i sequel di "Star Wars" impiegano lenti anamorfiche per il look caratteristico. Il formato è particolarmente adatto per sequenze d'azione, paesaggi e scene d'insieme, ma rende più difficili i primi piani e richiede una composizione dell'immagine elaborata. L'effetto bokeh ovale e i lens flare orizzontali caratterizzano notevolmente l'estetica dell'immagine.
Confronto & Alternative
Il Cinemascope si distingue da altri formati widescreen come VistaVision (1,85:1 tramite cropping) o IMAX (1,43:1) per la distorsione anamorfica. Il Super 35 raggiunge rapporti d'aspetto simili tramite cropping digitale senza distorsione ottica. Le alternative moderne includono effetti anamorfici digitali in post-produzione o sensori appositamente sviluppati come il Panasonic Varicam LT. I fornitori di streaming spesso preferiscono formati 2:1 come compromesso tra widescreen e display 16:9.