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Illuminazione · Termini

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Blade
Murnau AI illustration
color temperature flow roll take

Lamine metalliche in alluminio o acciaio per la formazione precisa della luce e la creazione di ombre, montate su C-Stands con spina da 5/8".

Dettagli Tecnici

I Blade sono realizzati in alluminio o acciaio spesso 0,8-1,2 mm con un rivestimento nero opaco (riflettività inferiore al 2%). Vengono montati su C-stand tramite teste a pinza (Grip-Heads) o tramite bracci speciali per Blade (Blade-Arms). Le varianti tipiche includono Solid Flags (completamente opachi), Single Nets (riduzione della luce del 25%), Double Nets (riduzione del 50%) e Silk-Flags (diffusione della luce con trasmissione dell'85%). Il montaggio avviene tramite spine standardizzate da 5/8 di pollice o dispositivi di serraggio.

Storia e Sviluppo

I Blade nacquero negli anni '20 negli studi di Hollywood come evoluzione della tecnica dei fondali teatrali. Mole-Richardson standardizzò nel 1934 le dimensioni e i sistemi di montaggio ancora oggi validi. Negli anni '60 Matthews Studio Equipment introdusse i sistemi Grip modulari, che consentivano un posizionamento più preciso. I moderni pannelli LED richiedono dal 2010 nuovi design di Blade con dimensioni ridotte per le sorgenti luminose più compatte.

Uso Pratico nel Cinema

In "Il Padrino" (1972), Gordon Willis utilizzò sistematicamente i Blade per creare la caratteristica gestione delle ombre sul volto di Marlon Brando. Roger Deakins, in "Blade Runner 2049" (2017), impiega Blade da 2x3 piedi posizionati con precisione per modellare i pattern geometrici di luce degli interni. I Blade consentono bordi d'ombra millimetrici senza contaminazione di luce diffusa nelle aree adiacenti dell'immagine. La distanza di lavoro dalla sorgente luminosa determina la nitidezza del bordo d'ombra: un rapporto 1:1 crea delimitazioni nitide e affilate, prive di penombra.

Confronto e Alternative

A differenza delle alette (Barn Doors), i Blade creano tagli più precisi senza i bordi circolari delle alette dei riflettori. I Cucaloris (Cookies) creano ombre strutturate, mentre i Blade creano delimitazioni geometriche nette. I moderni proiettori Gobo sostituiscono parzialmente i Blade per motivi più complessi, ma non raggiungono la loro assoluta nitidezza nelle schermature su larga scala. La modellazione digitale della luce tramite otturatori controllati via DMX offre flessibilità, ma richiede riflettori adeguatamente attrezzati e, con sorgenti luminose morbide, non raggiunge la precisione dei Blade meccanici.

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