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Distorsione a barilotto
Macchina da presa · Termini

Distorsione a barilotto

Barrel Distortion
Murnau AI illustration
flow para roll take

Distorsione ottica negli obiettivi grandangolari dove le linee rette si curvano verso l'esterno ai bordi. Supera il 15% nei fisheye; 2–5% nei grandangolari standard.

Definizione

La distorsione a barilotto (Tonnenverzerrung) si riferisce alla distorsione ottica negli obiettivi grandangolari, in cui le linee rette ai bordi dell'immagine appaiono curve verso l'esterno, conferendo all'immagine la forma di un barilotto. La distorsione è causata dalla complessa costruzione delle lenti degli obiettivi grandangolari e si accentua con la diminuzione della lunghezza focale. Negli obiettivi fisheye estremi, la distorsione a barilotto può raggiungere valori superiori al 15%, mentre negli obiettivi grandangolari standard tra 24-35 mm è tipicamente del 2-5%.

Dettagli Tecnici

La distorsione segue la formula matematica r' = r × (1 + k₁r² + k₂r⁴), dove k₁ è il coefficiente per la distorsione a barilotto. Per lunghezze focali inferiori a 20 mm, la distorsione radiale aumenta esponenzialmente. I moderni obiettivi grandangolari full-frame come il Canon EF 16-35mm f/2.8L mostrano circa il 3,2% di distorsione a barilotto a 16 mm, mentre i fisheye come il Sigma 8mm f/3.5 raggiungono valori fino al 18%. La distorsione è centrata nel mezzo dell'immagine e aumenta quadraticamente verso i bordi.

Storia & Sviluppo

La descrizione sistematica della distorsione a barilotto fu effettuata per la prima volta nel 1905 dall'ottico tedesco Ernst Abbe. Le prime cineprese degli anni '20 utilizzavano semplici costruzioni grandangolari con un'estrema distorsione a barilotto fino all'8%. Con l'introduzione della costruzione retrofocale da parte di Pierre Angénieux nel 1950, le distorsioni si ridussero notevolmente. Le procedure di correzione digitale si affermarono a partire dal 2003 con la RED One, che registrò per la prima volta metadati sulla distorsione delle lenti.

Uso Pratico nel Cinema

Stanley Kubrick utilizzò consapevolmente la distorsione a barilotto dello Zeiss 18mm Super-Speed in "Barry Lyndon" (1975) per creare un effetto spaziale psicologico. Christopher Nolan corregge sistematicamente tutte le distorsioni delle lenti in post-produzione, mentre Danny Boyle in "28 Giorni Dopo" (2002) impiegò consapevolmente la distorsione a barilotto della Canon XL1 come espediente stilistico. Le moderne pipeline VFX integrano mappe di distorsione automatiche, che vengono applicate già durante l'elaborazione dei dailies. Software come Nuke o DaVinci Resolve utilizzano riprese con griglie di lenti per una correzione precisa.

Confronto & Alternative

A differenza della distorsione a cuscino (Kissenverzerrung) negli obiettivi tele, nella distorsione a barilotto le linee si curvano verso l'esterno. Gli obiettivi anamorfici presentano inoltre distorsioni asimmetriche dovute agli elementi cilindrici. I moderni approcci di fotografia computazionale, come quelli dell'Alexa 35, correggono le distorsioni già a livello di sensore. Gli obiettivi Tilt-Shift, grazie alla loro costruzione simmetrica, evitano in gran parte la distorsione a barilotto e a cuscino.

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