Formato di pellicola stretto Pathé Frères dal 1922 — concepito per dilettanti e scuole. Oggi è archivio e materiale nostalgico.
Probabilmente conosci questo formato solo da materiale d'archivio o se hai curiosato in una collezione di film: il formato da 9,5 mm è stata la risposta di Pathé Frères a un mercato di massa che nessuno prendeva sul serio. Lanciato nel 1922, doveva fornire agli amatori e alle scuole un formato cinematografico più economico e maneggevole del 16 mm, ma con una qualità d'immagine decisamente migliore rispetto ai sistemi di home cinema da 8 mm dell'epoca. L'idea era elegante: la pellicola scorreva al centro di una striscia perforata, con le perforazioni sui lati, il che risparmiava materiale e rendeva le cartucce compatte.
Ciò che gli ingegneri Pathé non avevano previsto all'epoca: il formato sarebbe persistito, soprattutto in Europa, fino agli anni '60. Filmati scolastici, documentari per piccoli cinema, riprese private: ovunque scorreva il 9,5 mm nei proiettori. Per un cineoperatore di oggi, il materiale è interessante perché ha una "firma ottica" molto specifica. La nitidezza dell'immagine è diversa da quella del 16 mm, la grana ha un carattere proprio, non sgradevole, anzi caratteristico. Se oggi digitalizzi materiale d'archivio o hai bisogno di riprese vintage per un film, nel patrimonio da 9,5 mm trovi spesso take sorprendentemente ben conservate, poiché il formato era meno diffuso del 16 mm e quindi meno manipolato.
La sfida pratica: le moviole e i proiettori sono diventati rari. Sono necessari specialisti per la digitalizzazione che sappiano ancora gestire il formato. Alcuni archivi dispongono ancora delle attrezzature, ma non ovunque. Per i lavori di restauro in montaggio, ti ritrovi con file DCP o ProRes, ma devi prestare attenzione all'estetica intrinseca del formato: un sharpening artificiale ucciderebbe il look. I documentaristi lavorano consapevolmente con materiale da 9,5 mm perché segnala visivamente immediatamente la temporalità senza apparire pacchiano. Il formato si posiziona emotivamente tra nostalgia e autenticità, ed è proprio lì che si vuole spesso arrivare quando si integra materiale d'archivio.
Anche se tu stesso non girerai mai in 9,5 mm: come professionista dovresti riconoscere il formato, rispettare le sue peculiarità ottiche e sapere quali sono i limiti nella post-produzione. È una lezione su come formato dell'immagine e qualità dell'immagine siano interconnessi, e su quanto l'estetica sia plasmata da decisioni tecniche prese cento anni fa.